Il dramma social di Matteo Lepore: il sindaco corre in Questura per le “minacce” web
Povero sindaco!Matteo Leporenon ha retto all’urtodei temibilissimi leoni da tastiera e venerdì 24 luglio ha ben pensato di precipitarsi inQuestura a Bologna. Il motivo di tanta fretta? Presentare un’imprescindibile denuncia-querela per tutelare i propri sentimenti dopo i commenti social ricevuti a seguito degliscontri in centroper la manifestazione pro Abderrahim Fakir.
Come riporta con estrema solennitĂ ilCorriere di Bologna, il nostro impavidosindaco di Bolognaè stato vittima di una “pioggia di minacce online”. Ma attenzione, il dramma è ben piĂą profondo: non si tratterebbe solo di qualche sfottò pubblico sulla sua bacheca. Pare che il primo cittadino si sia spaventato a morte per alcuni messaggi privati, definiti vere e proprie minacce di morte (con tanto di indirizzo recapitato in chat, roba da spy-story).

Prima di compiere questo eroico passo, l’ufficio legale di Palazzo d’Accursio è stato messo a dura prova: gli avvocati hanno dovuto vagliare attentamente l’intera “valanga d’odio” virtuale per certificare il patimento del sindaco. Alla fine, preso coraggio, Lepore è tornato negli uffici della Questura. Proprio gli stessi uffici dove, solo pochi giorni fa, si era presentato in veste di paladino per accompagnare i familiari di Fakir. Questa volta, però, ci è andato per salvare se stesso dalle cattiverie di internet. Un vero e proprio psicodramma a tinte social.







