Roma, scontri al V Municipio: passa la mozione contro l’islamofobia.

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Caos al V Municipio di Roma: bandiere strappate e schiaffi, ma passa la mozione sull’islamofobia

Doveva essere una giornata campale per il V Municipio di Roma, e le previsioni della vigilia non sono state smentite. Blindata da decine di agenti della Digos e da quattro squadre del Reparto Mobile della Polizia, la sede di via Giorgio Perlasca a Tor Sapienza si è trasformata nel teatro di uno scontro tesissimo, dentro e fuori le aule istituzionali. Al termine di una mattinata segnata da continue interruzioni, risse sfiorate e forte bagarre, il parlamentino locale ha comunque approvato la mozione della maggioranza di centrosinistra (Pd, M5S e Avs) contro l’islamofobia e il razzismo antimusulmano, che include anche una proposta per mappare il territorio in vista di nuovi luoghi di culto.

Lo strappo della bandiera e l’aggressione in aula

La seduta si è incendiata giĂ  dai primi minuti,durante la fascia riservata agli interventi del pubblico. La miccia è stata accesa da Massimiliano Zossolo, fondatore della piattaforma socialWelcome to Favelas, che dal microfono ha rivolto pesanti critiche alla comunitĂ  islamica. Subito dopo, il gesto dimostrativo: ha estratto e strappato una bandiera palestinese. Un atto che ha fatto esplodere la sala. Mentre tornava verso le tribune, Zossolo è stato raggiunto e colpito con uno schiaffo da un altro partecipante all’assemblea, fuggito rapidamente tra la folla per evitare l’identificazione.

Scontri sulle gradinate e insulti sessisti

Mentre i lavori tentavano a fatica di proseguire, sugli spalti la situazione è degenerata. Da un lato, l’influencer di area sovranista Simone Carabella, supportato da un manipolo di seguaci, ha iniziato a intonare l’Inno di Mameli sventolando il Tricolore. Immediata la replica della fazione opposta: militanti dei centri sociali e movimenti antifascisti hanno coperto le loro voci cantando “Bella Ciao”. Nel caos generale, il clima si è fatto irrespirabile: sono volati gestacci, dita medie e, soprattutto, pesanti insulti di natura sessista indirizzati alle donne che stavano protestando.

La destra social e la risposta dei presidi

La seduta aveva richiamato l’attenzione della destra “social” giĂ  da diverse settimane. Tra i banchi del pubblico spiccava anche la presenza di Joey Mannarino, influencer italoamericano considerato un esponente di spicco della galassia MAGA e vicino alle posizioni di Giorgia Meloni. Ad attenderli fuori dalla sede del Municipio c’erano però oltre duecento attivisti, riunitisi in un presidio antirazzista organizzato dalle realtĂ  associative del quartiere.
Durissimo l’intervento dai banchi di Alberto Campailla, portavoce dell’associazioneNonna Roma: «Ve lo dovete mettere in testa: voi siete un lontano ricordo. Siete solo una cortina fumogena usata per non parlare di ciò che il governo non sta facendo. Invece di affrontare i veri problemi delle persone, preferite agitare l’odio, scatenando la guerra dei penultimi contro i penultimi».
Roma, scontri al V Municipio: passa la mozione contro l’islamofobia.

L’approvazione e le fake news smentite

Nonostante le costanti interruzioni e gli evidenti tentativi di ostruzionismo per far saltare il numero legale, i consiglieri sono riusciti a votare,dando il via libera definitivo al testo.
Una vittoria celebrata a fine giornata dalla rete associativa locale: «Hanno risposto a chi pensava di trasformare un atto contro le discriminazioni in uno squallido terreno di propaganda. Volevano montare un caso usando la comunitĂ  musulmana come bersaglio, ma hanno rimediato una figuraccia: l’aula era piena, il territorio si è mobilitato e l’atto è stato approvato».
L’episodio si inserisce in un clima di forte tensione per il quartiere di Tor Sapienza, giĂ  al centro delle cronache nei giorni scorsi per un corteo che denunciava un presunto smercio di armi efentanylall’interno dei palazzi occupati; un allarme che, tuttavia, è stato a stretto giro categoricamente smentito sia dalla Questura che dal Prefetto di Roma.

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