Presso il santuario STELLA DEL MATTINO di Andretta, Don Salvatore Sciannamea parla e fa parlare di dipendenze. In collaborazione con l’AMCI – Associazione Medici Cattolici italiani – in due appuntamenti sabato 9 novembre e sabato 23 novembre, il neo parroco di Andretta indica un nuovo percorso all’anima che sa andare oltre il visibile, lasciando cristianamente cogliere quell’invisibile punto di contatto dove spiritualità e scienza si incontrano, dove il corpo è espressione dell’anima. ‘Tutto ciò che passa per la mente, poi passa per il cuore’ dice Don Salvatore. Oggi non ci sono più le catene di ferro che rendono schiavo l’uomo, oggi ci sono dipendenze, limiti molto più pericolosi. Riflettere in una chiesa significa riflettere nel luogo del cuore e le dipendenze soffocano il cuore.
‘Dipendenze tra tecnologia e chimica’ è stato il tema del primo incontro, durante il quale il dottor Giovanni Vuotto, con simpatica chiarezza e particolare semplicità ha indicato quali sono le dipendenze di oggi, i rischi, i pericoli e le conseguenze. La causa del malessere dei nostri giorni, che ci porta a fare scelte che feriscono e distruggono, è soprattutto, secondo Vuotto, la mancanza di ‘colloquio’ tra le persone. Ogni reazione dell’essere umano è solo una condizione psicologica che crea continue reazioni diverse, modificando lo stato della condizione stessa. Le dipendenze sono dovute a sostanze che deprimono, che eccitano, che alterano il sistema nervoso: morfina, metadone, droghe risultato di combinazioni chimiche, alcool, fumo, gioco…
Il secondo incontro sulle dipendenze degli adolescenti ha suggerito riflessioni di particolare sensibilità. Con precisione e passione, il dottor Lorenzo Savignano ha sintetizzato la sua esperienza umana, professionale e religiosa, in un’ analisi ben strutturata tra cause ed effetti sulla vulnerabilità adolescenziale e prevenzione delle dipendenze comportamentali’. Una relazione attenta sul mondo adolescenziale che vede i giovani chiudersi sempre più in un isolamento fisico e psicologico, emarginandosi da una società che ha saputo creare condizioni di eccessi noiosi e insoddisfacenti e superficialmente provocatori, tanto da stimolare la mente fino all’estremizzazione assurda del piacere, capace di colmare in maniera illusoria un vuoto. Dalle tossico dipendenze si amplia il campo di interesse dell’assistenza sanitaria italiana, fino alle dipendenze patologiche, legate non solo alle sostanze chimiche o all’ alcool, ma anche al malessere comportamentale. L’addiction è ‘la struttura’ che oggi vincola e limita la relazione con il mondo, con gli altri e soprattutto con se stessi. Bisogna imparare a relazionarsi. I problemi dei giovani di oggi non sono legati a storie dolorose, ma sono legati a storie davvero banali, secondo Savignano, che trovano definizione nell’affermazione: lo fanno tutti, lo faccio anche io. Ma perché lo fai tu?
A livello scientifico si parla di disturbo da gioco d’azzardo e disturbo da gaming online, da cui diverse le sfaccettature che questa dipendenza può assumere: l’uso patologico di internet e del cellulare, la dipendenza da social network, la dipendenza da allenamento , la love addiction, la dipendenza sessuale e l’oniomania
‘Per non ascoltare un più doloroso dolore dell’anima – spiega Savignano – si provoca un dolore fisico’. Si fugge dalla realtà, nel tentativo di colmare un vuoto di relazioni e si va alla ricerca di una serie di eccitazioni per sentirsi vivo. Bisogna imparare a relazionarsi. Bisogna educare gli adolescenti a vivere un mondo di relazioni. Non basta spiegare, ma c’è bisogno di qualcuno che faccia scoprire quel qualcosa di più bello che c’è. Dobbiamo passare dal capire per poi fare, al fare per capire: imparerai a nuotare se io sarò accanto a te, se io nuoto insieme a te, nuotiamo insieme affinchè tu possa imparare a nuotare.. fare per capire.
Per poter ridare lo spazio della vita ai giovani di oggi, forse dovrebbero prima gli adulti ritrovare l’intima relazione del proprio corpo con la propria anima. Nel ristabilire l’equilibrio fisico e psichico dell’essere, si ristabilisce un atto di potenza che ricrea il rapporto e la condizione del rapporto anche con gli altri .La relazione è uno spazio di libertà. Una relazione esiste in quella distanza che determina la rinascita di ognuno nel bisogno di un incontro con l’altro.
‘Dietro la parola «io» c’è oggi una grande confusione, eppure la comprensione di cosa è il mio soggetto è il primo interesse. Nulla è così affascinante come la scoperta delle reali dimensioni del proprio «io». E nulla è così commovente come il fatto che Dio si sia fatto uomo per dare l’aiuto definitivo, per accompagnare con discrezione, con tenerezza e potenza il cammino faticoso di ognuno alla ricerca del proprio volto umano. L’esistenza rappresenta innanzitutto una «decisione» circa ciò che si riconosce come proprio fondamento: e tale decisione è un avvenimento che si ripropone di continuo. L’incontro con l’avvenimento cristiano è da duemila anni l’incontro con un fenomeno umano nel quale la passione per la scoperta del proprio volto e l’apertura alla realtà risultano «stranamente» desti.’ Accogliamo il suggerimento del dottor Lorenzo Savignano di riflettere, insieme, lasciandoci guidare dalla spiritualità concreta di Don Luigi Giussani.
Bisogna imparare a relazionarsi.







