Minacce da Arbovirus: nuovo decesso per Virus West Nile

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Un uomo di 89 anni residente a Carpi, in provincia di Modena, è deceduto dopo aver contratto un’infezione da virus del West Nile. L’uomo, che presentava patologie croniche preesistenti, era ricoverato all’ospedale Ramazzini di Carpi. Questo è  uno dei quattro casi di infezione da West Nile segnalati dall’Azienda Sanitaria di Modena negli ultimi giorni, gli altri tre casi riguardano sempre soggetti anziani, due dei quali residenti a Carpi e uno a Modena, e sono attualmente ricoverati negli ospedali Ramazzini di Carpi e Baggiovara di Modena. Complessivamente, dall’inizio dell’estate,sono stati registrati otto casi di infezione da West Nilenella provincia di Modena. Il virus West Nile è endemico nelle regioni del bacino padano, e il suo ciclo di moltiplicazione coinvolge alcune specie di uccelli e le zanzare comuni. Gli esseri umani, così come i cavalli, possono essere occasionalmenteinfettati attraverso le punture di zanzare, ma non sono in grado di trasmettere l’infezione ad altre zanzare o ad altre persone. Questa particolarità rende il controllo delle zanzare vettori cruciale per la prevenzione dell’infezione. L’epidemia di West Nile non è l’unica preoccupazione sanitaria attualmente in Italia: un altro virus,il virus Oropouche,sta emergendo come nuova minaccia. Il virus Oropouche, appartenente alla famiglia delle arbovirosi, è stato scoperto nel 1955 a Trinidad e Tobago e finora era endemico nelle aree tropicali e subtropicali del Sud America. Questo virus si trasmette agli esseri umani tramite la puntura di insetti vettori come moscerini e zanzare. Di recente, i primi casi di febbre Oropouche sono stati registrati in Italia, importati da viaggiatori provenienti da aree endemiche. I sintomi della febbre Oropouche includono febbre improvvisa, cefalea, dolori articolari e, in alcuni casi, fotofobia, nausea e vomito. La malattia è particolarmente preoccupante a causa dei suoi potenziali effetti teratogeni, simili a quelli del virus Zika, con possibili trasmissioni da madre a feto durante la gravidanza.Il cambiamento climatico gioca un ruolo significativonella diffusione di queste malattie. Le alterazioni climatiche stanno modificando gli habitat dei vettori, come le zanzare, aumentando il rischio di trasmissione di malattie come West Nile e febbre Oropouche. Temperature più elevate e cambiamenti nei modelli di precipitazione possono ampliare le aree geografiche in cui questi vettori possono sopravvivere e prosperare. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stima che il cambiamento climatico potrebbe causare un eccesso di mortalità pari a circa 250.000 decessi all’anno tra il 2030 e il 2050, con un impatto economico di 2-4 miliardi di dollari entro il 2030. La mobilità umana è un altro fattore chiave nella diffusione delle malattie infettive: l’intensificazione dei viaggi e del commercio globale aumenta il rischio di introduzione di patogeni in nuove aree. Un osservatorio per le malattie infettive potrebbe tracciare i movimenti della popolazione e identificare rapidamente i focolai, attivando misure di contenimento prima che possano diffondersi ulteriormente. La sorveglianza potenziata dovrebbe includere non solo il monitoraggio epidemiologico, ma anche la ricerca sulle dinamiche di trasmissione e la valutazione dell’impatto delle variabili ambientali sul comportamento dei vettori. Il Ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità in Italia hanno attuato misure di sorveglianza per la febbre Oropouche. Tuttavia, l’emergenza legata alla febbre Oropouche in Brasile, dove sono stati registrati i primi decessi al mondo, evidenzia l’urgenza di rafforzare la vigilanza sanitaria. Finora, nel solo Brasile, sono stati censiti 7.236 casi di febbre Oropouche quest’anno, con due decessi confermati e sei possibili casi di trasmissione verticale durante la gravidanza. Anchela Dengue rappresenta una crescente preoccupazionesanitaria in Italia. Dall’inizio del 2024, l’Istituto Superiore di Sanità ha segnalato 283 casi confermati di infezione da virus Dengue, tutti legati a viaggi all’estero. Questo numero rappresenta un aumento di oltre cinque volte rispetto allo stesso periodo del 2023. Sebbene non siano ancora stati segnalati casi autoctoni di Dengue in Italia, la necessità di sorveglianza per queste malattie trasmesse dalle zanzare è evidente.

 

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