Proteste anti-Milei: tra gas lacrimogeni e molotov.

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 La polizia antisommossa della capitale argentina è dovuta intervenire con i gas lacrimogeni e gli idranti per disperdere i manifestanti davanti al Congresso, che protestavano contro le riforme appena approvate. Proposto dal presidente di destra Javier Milei per rilanciare l’economia, il pacchetto comprende la dichiarazione dello stato di emergenza economica, il taglio delle pensioni e l’indebolimento dei diritti dei lavoratori.
I manifestanti, contrari alle decisioni di Milei, hanno lanciato bombe molotov e pietre, incendiando un’auto, risultando in diversi feriti.
I media locali hanno descritto la scena come un “campo di battaglia”.
Il pacchetto di leggi di Milei è passato per un solo voto: i senatori hanno votato 37 a 36 per dare l’approvazione complessiva al disegno di legge sulla revisione dello Stato dopo 11 ore di dibattito. I legislatori devono ancora approvare le singole misure in una votazione articolo per articolo che durerà tutta la notte. Se il Senato approva i disegni di legge con delle modifiche, la Camera bassa deve poi dare il suo via libera. Dunque Milei non ha ancora ufficialmente approvato alcuna legge da quando è entrato in carica lo scorso dicembre. I senatori hanno votato un pacchetto fiscale che abbassa la soglia dell’imposta sul reddito e una legge di riforma statale di 238 articoli che è passata alla fine di aprile alla Camera bassa del Congresso dopo settimane di negoziati. Inizialmente soprannominata “legge omnibus” a causa dei suoi oltre 600 articoli, la versione delega comunque ampi poteri legislativi al presidente in materia di energia, pensioni, sicurezza e altre aree.
I manifestanti hanno esortato i senatori a respingere il programma di austerità e deregolamentazione economica. La legge rispecchia coerentemente la linea politica di Milei che, da quando si è insediato, ha fatto leva sulle grosse difficoltà economiche che l’Argentina sta attraversando da diversi anni.
L’opposizione, composta da frange peroniste e dai partiti della sinistra sindacale, ha reagito al disegno politico con un corteo di fronte al palazzo del Congresso. Le autorità hanno dunque transennato l’intero parlamento, aiutandosi da un grosso numero di agenti in tenuta antisommossa, ma si sono ugualmente verificati degli scontri con gli stessi manifestanti. I poliziotti hanno usato gas lacrimogeni e cannoni ad acqua per disperdere la folla e rispondere al lancio di sassi e bombe molotov. Sono state arrestate 27 persone e feriti tre poliziotti. I giornali locali, parlano delle vittime, mentre l’ufficio stampa del presidente ha definito i facinorosi dei “terroristi” intenzionati a compiere un colpo di stato. Milei, che si definisce “anarco-capitalista”, è salito al potere promettendo di risolvere la peggiore crisi economica argentina degli ultimi venti anni. Ma il suo partito politico, composto da principianti, detiene solo una piccola minoranza di seggi al Congresso e ha faticato a trovare accordi con l’opposizione.

La situazione economica in Argentina

L’Argentina, pur essendo una delle maggiori economie del Sudamerica, ha vissuto negli ultimi decenni periodi di profonda crisi economica caratterizzati da alta inflazione e disoccupazione. A partire dagli anni Settanta, il paese ha affrontato cicli di recessione e default, con la bilancia dei pagamenti mai strutturalmente solida per prevenire la bancarotta. Nonostante i cambiamenti politici, dalla neoliberismo estremo al populismo e al radicalismo degli anni Ottanta, i problemi economici sono rimasti costanti. Numerosi prestiti del Fondo Monetario Internazionale (FMI) e strategie di nazionalizzazione non sono riusciti a risolvere i problemi cronici del deficit pubblico e della bilancia dei pagamenti in profondo deficit. L’inflazione rimane il problema principale dell’economia argentina, contribuendo alla caduta di vari governi. Le crisi economiche frequenti e la crisi finanziaria all’inizio del XXI secolo hanno impedito una crescita significativa del PIL pro-capite rispetto ai paesi confinanti. Nel quarto trimestre del 2023, la crescita del PIL nazionale si è ridotta dell’1,4% rispetto all’anno precedente, con tre trimestri su quattro in declino. Questo scenario rappresenta una sfida significativa per il neoeletto presidente libertario Javier Milei, che ha attuato severe norme di austerità economica subito dopo il suo insediamento a dicembre 2023.Milei ha adottato misure restrittive, tra cui la svalutazione del peso argentino, che ha visto il suo valore dimezzarsi rispetto al dollaro americano, passando da 360 a 800 pesos per un dollaro. Questa svalutazione è stata giustificata dalla necessità di combattere l’inflazione, che ha reso il peso una moneta di scarso valore d’acquisto, spingendo i cittadini a usare sempre più spesso il dollaro attraverso il mercato nero dei cambi. Le misure di austerità di Milei mirano a ridurre i consumi e le importazioni, tentando di interrompere la dinamica dell’aumento dei prezzi e dell’inflazione. Tuttavia, l’inflazione ha raggiunto un record del 211,4% nel 2023 e le prospettive non sono ottimistiche, con l’OCSE che prevede che potrebbe raggiungere il 250% entro la fine del 2024. Quasi il 40% della popolazione vive sotto la soglia di povertà, e l’aumento del costo della vita continua a essere un grave problema per la maggior parte della popolazione. Nel breve termine, le misure restrittive hanno reso le importazioni più costose, aumentando notevolmente il costo della vita. Le vendite di prodotti esteri come la Coca Cola sono crollate, con una diminuzione del 30% a gennaio, del 20% a febbraio e del 40% a marzo 2024. Milei sostiene che queste misure, sebbene “spaventose”, porteranno a un “successo fenomenale” nella lotta all’inflazione, con risultati attesi entro dodici o ventiquattro mesi. In sintesi, l’Argentina sta attraversando una delle sue peggiori crisi economiche, con misure drastiche in atto per cercare di stabilizzare la situazione. Tuttavia, l’impatto di queste misure sarà difficile, con un aumento della povertà e della disoccupazione previsto prima che si possano vedere eventuali miglioramenti.

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