La seduta pomeridiana della Camera del 23 settembre 2025 si è accesa rapidamente, segnata da duri confronti tra maggioranza e opposizione sul tema dei recenti cortei pro-Palestina e sulla situazione a Gaza. A scatenare il dibattito è stata la richiesta del capogruppo di Fratelli d’Italia, Galeazzo Bignami, di un’informativa urgente da parte del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, in merito agli episodi avvenuti durante le manifestazioni di lunedì.
Bignami ha espresso pieno sostegno alle forze dell’ordine, accusando alcuni manifestanti di aver usato la tragedia palestinese per “attaccare le istituzioni”. Ha poi tracciato una linea netta: “Se dobbiamo scegliere tra chi blocca i treni e chi indossa la divisa, stiamo con chi porta la divisa”.
Le opposizioni non hanno tardato a reagire. Riccardo Ricciardi (M5S) ha criticato il tentativo di criminalizzare un intero movimento, sostenendo che le proteste abbiano rappresentato un momento di riscatto per l’Italia. “Chi prende singoli episodi per screditare un’intera piazza cerca di mettere a tacere una coscienza collettiva”, ha dichiarato, definendo la situazione a Gaza “un genocidio di cui siete complici”.
Marco Grimaldi (Avs) ha parlato di una maggioranza “in difficoltà e ormai minoranza nel Paese”, mentre Chiara Braga (Pd) ha sottolineato l’assenza della premier Meloni in Aula, chiedendo la sua presenza per discutere apertamente del conflitto in Medio Oriente. Anche lei ha definito le manifestazioni “un atto di coscienza collettiva”.
Dall’altro lato dell’emiciclo, il centrodestra ha difeso il proprio operato. Il deputato azzurro Bagnasco ha attaccato le opposizioni per la “solita sceneggiata” e ha ribadito la solidarietà del governo alle forze dell’ordine. Claudio Bagnai (Lega) ha respinto con forza l’accusa di complicità con un genocidio, definendola “esagerata” e basata su immagini spesso manipolate.
Roberto Giachetti (Italia Viva), con un approccio più equilibrato, ha riconosciuto l’importanza della mobilitazione popolare, pur dissentendo dalla definizione di genocidio: “È stato un grande esercizio di democrazia, anche se condanno ogni forma di violenza”.
L’Aula ha infine concordato sulla richiesta che il ministro Piantedosi riferisca in Parlamento sui fatti accaduti durante le proteste.
A margine del dibattito, si è svolta anche la commemorazione di Charlie Kirk, su richiesta di Fratelli d’Italia. Anche qui non sono mancati toni accesi. Alessandro Amorese (FdI) ha sottolineato la necessità di condannare l’odio politico, contrapponendo l’esempio di Kirk alla violenza urbana. Dal Pd, Gianni Cuperlo ha ribadito il rispetto per la vittima, ma ha respinto con forza ogni tentativo di associare la sinistra a una cultura di violenza.
Durissimo infine Riccardo Ricciardi (M5S), che ha accusato la maggioranza di strumentalizzare la figura di Kirk: “Molti di voi fino a poco tempo fa non sapevano nemmeno chi fosse”.




