In fila ci sono ancora i modelli, allora di tendenza, prodotti per il marchio Salvatore Ferragamo, e i ricordi di una vita passata a lavorare alla luce dei neon nel laboratorio-museo di Bonito. Ha i lucciconi agli occhi quando riapre la porta di quello che un tempo era un garage poi trasformato in azienda calzaturiera. Dionisio Goccia ha novantuno anni e fino a un trentennio fa ha lavorato a pieno regime per la celeberrima azienda di alta moda del suo compaesano, ex ciabattino, Salvatore Ferragamo. Realizzava e incollava sandali intrecciati e mocassini chic. Tutti modelli esclusivi fimati Salvatore Ferragamo, e creati a mano nel cuore del borgo della Media Valle del Calore dove Ferragamo è nato cresciuto e poi emigrato per fare fortuna Oltreoceano. “Ho nostalgia di quegli anni- dichiara Dionisio, ha lo sguardo umido e la voce graffiata dalla commozione-. Si lavorava notte e giorno per assicurare per tempo le consegne. Avevo una decina di operai, e diverse donne di Bonito invece realizzavano a mano le famose trecce di spago secondo un’antica tecnica locale”.
Poi è arrivata la globalizzazione, sempre piĂą spinta, che ha scompaginato la avviata produzione di Dionisio Goccia e costretto anche la Salvatore Ferragamo a cambiare rotta e adeguarsi ai ritmi produttivi stravolti e a una manodopera a piĂą basso costo e a maggiore rendimento. E così è cambiata pure la vita di Dionisio, l’artigiano calzaturiero, costretto a rivedere il suo futuro. Quando è colto da attacchi di nostalgia Dionisio ritorna nel suo laboratorio e sistema le scatole griffate, le tomaie e le forme di legno. Tutto è ancora lì come un tempo e come se il tempo si fosse fermato. Carezza le scarpe, quelle creature che hanno preso forma sotto le sue mani oggi contorte dai reumatismi, e le macchine per cucire dove ha trascorso buona parte della sua vita. Una vita racchiusa in un perimetro zeppo di ricordi e modelli e macchinari. “Sono comunque fiero di quello che ho fatto – aggiunge infine Dionisio Goccia- perchĂ© nel mio piccolo ho contribuito al grande successo del marchio Salvatore Ferragamo”. Fa spallucce e chiude la porta del laboratorio. Dietro, Dionisio, si lascia il lavoro di una vita lunga e intensa. La sua vita.







