Il Napoli soffre, suda e alla fine festeggia. Gli azzurri di Antonio Conte battono il Cagliari 10-9 ai calci di rigore dopo l’1-1 dei tempi regolamentari e conquistano un pass soffertissimo per i quarti di Coppa Italia. Una notte lunga, tesissima, che al Maradona ha messo a nudo pregi, limiti e nervi delle due squadre: da un lato un Napoli sperimentale e a tratti brillante, dall’altro un Cagliari coriaceo, organizzato, mai realmente domo.
Conte sceglie il turnover pesante, concedendo spazio a chi nelle ultime settimane ha trovato meno minuti e lanciando dal primo minuto due ragazzi del vivaio, Ambrosino e Vergara, entrambi classe 2003. Proprio quest’ultimo, alla sua prima vera ribalta, illumina il Maradona al 28’: cross morbido, preciso, perfettamente calibrato sul secondo palo. Lucca, che di fisico vive e domina, sovrasta Di Pardo e firma di testa l’1-0. Un gol da centravanti vero, che sembra indirizzare la gara sui binari migliori.
Il Cagliari, però, non si arrende. Pisacane capisce che davanti serve più peso e al 56’ cambia quasi tutto il reparto offensivo. Da quel momento i sardi guadagnano metri, approfittano di qualche errore di leggerezza del Napoli e trovano il pareggio al 67’: su una palla vagante, è McTominay a deviarla maldestramente trasformandola in un assist involontario per Sebastiano Esposito, che ringrazia e infila il tap-in dell’1-1. Una doccia fredda per gli azzurri, che fino a quel momento avevano controllato la partita senza grandi rischi.
Conte aumenta il peso offensivo inserendo Neres e Lang, nel tentativo di chiuderla prima dei rigori. L’occasione più grande capita a McTominay all’87’: una girata splendida, potente, pulita. Ma Caprile vola e devia in angolo. Il portiere rossoblù si supera anche nel recupero, quando dice di no a Neres da distanza ravvicinata. Il Maradona mugugna, riconosce la sofferenza, prepara il cuore ai rigori.
La serie dagli undici metri è un romanzo a parte. Felici centra la traversa, Caprile ipnotizza Neres e rimette in equilibrio tutto. Si va a oltranza, con ogni tiro che può valere una stagione. Il momento decisivo arriva sul piede di Luvumbo: Milinkovic-Savic resta freddo, legge la rincorsa, intuisce e respinge. Il Maradona esplode. Tocca a Buongiorno chiudere la pratica: destro sicuro, palla in rete, Napoli ai quarti.
È un successo che pesa più del semplice passaggio del turno. Per gli azzurri è il primo superamento degli ottavi in cinque anni, un dato che racconta l’importanza di una vittoria arrivata in una serata complicata, con una squadra rimaneggiata e contro un Cagliari determinato, uscito tra gli applausi.
Conte può sorridere con moderazione: il Napoli non è stato brillante per 90 minuti, ma ha mostrato carattere, profondità di rosa e una compattezza mentale che servirà nei quarti contro la vincente di Fiorentina-Como. Il Cagliari, invece, esce dalla Coppa Italia a testa altissima, dopo una prestazione che ha imposto al Maradona una delle notti più lunghe degli ultimi anni.







