Danilo Toninelli, membro del collegio dei probiviri del Movimento 5 Stelle, ha rilasciato alcune dichiarazioni significative riguardo agli sviluppi recenti all’interno del partito, in particolare sul controverso risultato delle votazioni che hanno portato all’eliminazione della figura del garante, Beppe Grillo. Toninelli ha parlato ai microfoni di Radio Cusano Campus, analizzando i possibili scenari futuri e criticando le decisioni politiche prese nell’ambito della composizione dell’assemblea costituente che ha condotto alla situazione attuale. Il contesto in cui si inserisce questa intervista è molto delicato, dato che il Movimento 5 Stelle si trova adaffrontare una crisi interna importante,che ha visto un allontanamento progressivo dal suo fondatore, Beppe Grillo, e una crescente contrapposizione tra l’ala più ortodossa del partito e quella che fa capo a Giuseppe Conte. L’eliminazione del ruolo del garante, una figura centrale che aveva sempre rappresentato l’anima fondante del Movimento, è vista come una mossa decisiva permodificare la struttura interna del M5s e allontanare Grillo dalla scena politica.Tuttavia, Toninelli ha espresso il suo parere contrario su questa evoluzione, ritenendo che non si tratti di una vittoria definitiva per la parte di Movimento che si sta orientando verso una maggiore centralizzazione sotto la leadership di Conte.
Toninelli ha dichiarato che, sebbene l’attuale risultato sembri aver decretato un cambio di direzione all’interno del Movimento, la battaglia non è ancora conclusa. A suo avviso, Beppe Grillo, che continua ad essere il proprietario del simbolo del M5s, avrà la possibilità di chiedere una rivotazione dei quesiti, avvalendosi di una norma che gli consente di attivare tale procedura entro cinque giorni dalla pubblicazione degli esiti delle votazioni. Toninelli è convinto che Grillo, nonostante l’apparente sconfitta, non si arrenderà facilmente eintraprenderà un’azione legale per contestare i risultati.Questa azione legale sarebbe in grado di fermare il cambiamento in corso e costringere Giuseppe Conte a fare i conti con la realtà di un Movimento che non può prescindere dal suo fondatore.
Il membro del collegio dei probiviri ha affermato che Grillo “quasi certamente” farà ricorso e intraprenderà un’azione legale. Tale mossa, secondo Toninelli, non sarebbe solo un tentativo di fermare il processo di ristrutturazione del Movimento, ma anche un modo per riaffermare la propria centralità all’interno del partito. L’azione legale di Grillo potrebbe costringere Conte a fare i conti con lanecessità di riconoscere la legittimità della figura di Grillo nel partito, pur con le sue divergenze con la leadership di Conte. La situazione, secondo Toninelli, è tutt’altro che chiusa, e anche se il M5s ha visto una progressiva trasformazione sotto la guida di Conte, la figura di Grillo continua ad essere un elemento fondamentale che non può essere facilmente rimosso. Inoltre, Toninelli ha voluto sottolineare che la figura di Grillo è ancora molto influente all’interno del Movimento, anche se sembra “ferito” dalla situazione attuale. Ha utilizzato una metafora in cui paragonava Grillo a un leone ferito, ma con “molte altre zampate da dare”. Questo messaggio sembra essere un avvertimento a chi, dentro e fuori il M5s, pensa che il cambiamento sia irreversibile. Secondo Toninelli, Grillo ha ancora un peso politico significativo e non va sottovalutato, nonostante le difficoltà che sta attraversando. Questo approccio suggerisce una visione di conflitto all’interno del Movimento, che, per quanto possieda una leadership consolidata, non può ignorare l’influenza del suo fondatore. Un altro punto di discussione che Toninelli ha voluto approfondireriguarda la composizione dell’assemblea costituenteche ha portato alla decisione di eliminare il ruolo del garante. Secondo Toninelli, le scelte compiute in fase di riduzione del numero degli iscritti – da 170.000 a 90.000 – sono state determinanti per alterare il risultato delle votazioni e favorire una maggioranza che si è espressa contro Grillo. Secondo lui, questa riduzione del numero degli iscritti ha creato una sorta di “manipolazione” dei risultati, poiché ha favorito una composizione dell’assemblea che non rispecchiava più la vera natura del Movimento, riducendo il numero di iscritti in grado di garantire una partecipazione democratica e trasparente.
Toninelli ha anche messo in evidenza che il risultato della votazione non ha solo minato la figura di Grillo, ma ha anche messo in discussione il ruolo storico del fondatore del M5s. In un passaggio molto critico, ha osservato chealcuni membri del partito hanno esultato per la “cancellazione” di Grillo, dimenticando che senza di lui nessuno, nemmeno Conte, sarebbe stato in quella sala, né avrebbe avuto la possibilità di entrare in Parlamento. Secondo Toninelli, è un errore gravissimo sottovalutare l’importanza storica di Grillo, che ha creato il Movimento e ha permesso a molti degli attuali esponenti politici, tra cui lo stesso Conte, di acquisire visibilità e influenza. Ha concluso il suo intervento sottolineando che, sebbene il risultato di ieri sembri segnare una vittoria per la parte di Movimento che supporta Conte, la guerra non è ancora finita. In questo scenario, il futuro del M5s dipenderà molto dalla capacità di Grillo di riprendersi e di riaffermare la sua influenza all’interno del partito. A suo avviso, il Movimento 5 Stelle è ancora un terreno di scontro politico intenso e non è detto che il cambiamento che si sta cercando di attuare sia destinato a durare. La situazione interna rimane instabile e le prossime mosse di Grillo, come la possibilità di chiedere una rivotazione, potrebbero portare a sviluppi imprevedibili.







