Il discorso sugli autovelox è tornato al centro dell’attenzione pubblica in Italia, con una serie di ricorsi che stanno mettendo indiscussione la legittimità di molte delle multe emesse per eccesso di velocità.Questo fenomeno ha suscitato grande preoccupazione tra i cittadini e le istituzioni, alimentando unacceso confronto tra le autorità locali e i gruppi di tutela per i diritti dei cittadini.
La questione degli autovelox è diventata untema importante a livello nazionale,in particolare dopo una sentenza del tribunale di Treviso che ha invalidato numerosiverbaliper eccesso di velocità,emessi sulla base di rilevazioni effettuate da dispositivi non omologati.Questa sentenza ha creato un precedente giuridico che ha dato il via a unavalanga di ricorsi in tutta Italia,con migliaia di automobilisti che contestano le sanzioni ricevute.
A contribuire alla crescente insoddisfazione sono stati anche i recenti sviluppi aGiacciano con Baruchella,un piccolo comune inprovincia di Rovigo,dove le multe per eccesso di velocità hanno generato oltre1,5 milioni di euro di introiti nel solo 2023.L’associazione“Altvelox” ha denunciato il sindaco, l’assessore competente e la Polizia locale, sostenendo che l’autovelox utilizzato nel comune fosse stato posizionato su un tratto di strada con un limite di velocità ritenuto eccessivamente basso e che non rispettava le norme di omologazione.
Le reazioni delle autorità
Le autorità locali e nazionali hanno reagito in vari modi. ANapoli, la Prefetturaha emesso una circolare che richiama all’attenzione sul corretto uso degli autovelox, sottolineando l’importanza di rispettare le norme relative al loro posizionamento e utilizzo.In particolare, si è evidenziato comei dispositivi debbano essere ben visibili e collocati in aree in cui il limite di velocità sia appropriato per la strada in questione.La Prefetturaha inoltre avviato unmonitoraggio delle strade dell’area metropolitana per garantire che gli autovelox siano utilizzati in modo conforme alla legge.
Nel frattempo, in Veneto, l’associazione“Uso improprio autovelox”ha presentato unadenuncia contro le autorità provinciali di Cittadella, Carmignano di Brenta, Fontaniva e Galliera Veneta, dove sono stati installati 12 autovelox lungo un tratto di soli 15 chilometri della strada regionale 53.La denuncia si basa sul fatto che il limite di velocità imposto (70 km/h) sarebbe eccessivamente restrittivo per una strada considerata“abbastanza sicura”,con pochi incidenti. Secondo i dati forniti dall’associazione, questi autovelox avrebbero generato17 milioni di euro di entrate dal 2021 al 2023.
Le nuove regole sugli autovelox
In risposta alle crescenti polemiche, il governo italiano ha introdottonuove norme per regolamentare l’uso degli autovelox.Queste nuove regole, contenute in un decreto interministeriale, pubblicato alla fine di maggio, stabiliscono criteri più rigorosi per il posizionamento e l’utilizzo dei dispositivi.In particolare, gli autovelox dovranno essere visibili e segnalati in modo chiaro,con una distanza minima tra un dispositivo e l’altro che varia in base al tipo di strada.
Un altro punto chiave delle nuove norme è ildivieto di utilizzo degli autovelox su strade con limiti di velocità considerati troppo bassi.Ad esempio, nelle stradeurbane non si potranno utilizzaredispositivi su tratti con limiti inferiori a 50 km/h,mentre nelle stradeextraurbanei dispositivipotranno essere utilizzati solo seil limite di velocità non è ridotto di più di 20 km/h rispetto a quello previsto dal codice per quel tipo di strada.
Tuttavia,resta irrisolto il problema dell’omologazione degli autovelox,poiché attualmentenon esiste una procedura standardizzata per l’omologazionedi questi dispositivi.Questo vuoto normativo potrebbe aprire la strada a ulteriori contestazioni legali, poiché gli automobilisti potrebbero sostenere che le multe emesse con dispositivi non omologati siano illegittime.
La questione degli autovelox in Italia èdestinata a rimanere un tema di grande dibattito.Mentre le nuove regole cercano di fare chiarezza egarantire un uso più equo di questi dispositivi,la mancanza di una procedura di omologazione standard rischia dialimentare ulteriori controversie.Intanto,i ricorsi continuano a crescere,mettendo in luce lanecessità di un’azione decisiva da parte delle autorità per risolvere un problema che riguarda milioni di automobilisti in tutto il Paese.







