Kratom, allarme negli Usa: casi aumentati di 65 volte

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IlKratomsi sta affermando come una nuova minaccia sanitaria negliStati Uniti, con un aumento vertiginoso dei casi segnalati negli ultimi anni. Nonostante sia percepito come una sostanza naturale e quindi meno pericolosa, il suo utilizzo si è diffuso rapidamente, superando le nicchie iniziali e attirando l’attenzione di medici e autorità sanitarie.

Il kratom è ricavato dalle foglie della pianta tropicaleMitragyna speciosa, diffusa soprattutto in Paesi del Sud-Est asiatico come Thailandia, Indonesia e Malesia. I suoi principi attivi, in particolare mitraginina e 7-idrossimitraginina, agiscono sul cervello in modo simile agli oppioidi, pur non essendo classificati formalmente come tali.

Gli effetti della sostanza variano a seconda del dosaggio: a basse dosi può avere un effetto stimolante, mentre a dosi elevate agisce come sedativo e analgesico, con un impatto significativo sul sistema nervoso. Proprio l’uso ad alte dosi rappresenta il principale fattore di rischio per la salute.

Secondo uno studio pubblicato sulla rivistaAddiction, i casi segnalati ai centri antiveleni statunitensi sono passati da 19 nel 2010 a 1.242 nel 2023, con un incremento del 6.500%, pari a circa 65 volte in poco più di un decennio. Un aumento che gli esperti definiscono preoccupante, anche per la crescita parallela dei casi più gravi.

Tra i rischi associati al consumo di kratom figurano convulsioni, aritmie cardiache, danni al fegato e problemi respiratori. In molti casi è stato necessario il ricovero ospedaliero, mentre una quota significativa di pazienti ha richiesto il trasferimento in terapia intensiva.

La pericolosità aumenta ulteriormente quando il kratom viene assunto insieme ad altre sostanze o farmaci. In queste condizioni, può interferire con il metabolismo dell’organismo, amplificando gli effetti tossici e rendendo le reazioni imprevedibili.

Dal punto di vista normativo, il kratom si colloca in una zona grigia negliStati Uniti: non è inserito tra le sostanze controllate a livello federale e non è approvato per uso medico. Questo lascia ai singoli Stati la possibilità di regolamentarne o vietarne l’utilizzo, creando un quadro frammentato. Secondo lo studio, le aree prive di regolamentazione registrano un numero maggiore di casi e conseguenze più gravi.

Il dibattito politico resta aperto. La mancanza di studi scientifici definitivi rende difficile adottare misure condivise, mentre gli esperti chiedono ricerche più approfondite per comprendere meglio gli effetti a lungo termine e orientare le decisioni legislative.

Secondo i ricercatori, il fenomeno è destinato a crescere. Senza interventi mirati e basati su evidenze solide, il kratom rischia di diventare una nuova emergenza sanitaria globale, ancora poco conosciuta ma sempre più diffusa.

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