Beppe Grillo contro il Movimento 5 Stelle: “Hanno perso la loro identità”
Dopo un lungo periodo di silenzio,Beppe Grillotorna a far sentire la sua voce sui temi politici. Il cofondatore ed ex Garante delMovimento 5 Stelleha pubblicato sul suo blog una durissima riflessione intitolata “Si sono montati la testa senza leggere le istruzioni“. Un attacco frontale al nuovo corso del partito guidato daGiuseppe Conte, ma anche un’ampia analisi sulle crisi della società moderna, dall’avvento dell’Intelligenza Artificiale al capitalismo della sorveglianza.

La crisi del M5S: “La politica li ha cambiati”
Il fulcro dell’intervento di Grillo è la perdita di identità delM5S. Secondo il fondatore, il Movimento ha smarrito la sua natura originaria e quella “diversità” che lo aveva contraddistinto ai tempi del Vaffa Day.
Il paradosso, spiega Grillo, è che il partito era nato per cambiare la politica, ma alla fine è stata la politica a cambiarlo. “Doveva ascoltare i cittadini e ha cominciato ad ascoltare i sondaggi. Doveva occuparsi del futuro e ha finito per occuparsi delle poltrone“, accusa l’ex Garante. Una parabola politica ben nota: i rivoluzionari che, una volta scoperti i palazzi del potere, si trasformano nel vecchio sistema.
Da proposte concrete a semplici slogan
Grillo rivendica con forza le battaglie delle origini, nate per contrastare un modello occidentale sempre più dominato dalle logiche capitalistiche. Tra i cavalli di battaglia storici ricorda:
IlReddito di cittadinanza
IlLimite dei due mandati
LeRestituzionidegli stipendi dei parlamentari
LaDemocrazia diretta
LaTransizione ecologica
Oggi, denuncia il fondatore, queste proposte rivoluzionarie si sono svuotate di significato, diventando “slogan da pronunciare nei convegni e dimenticate dopo il buffet“.
Democrazia in crisi e l’impatto dell’Intelligenza Artificiale
Oltre alle dinamiche interne al M5s, il post sul blog si allarga allacrisi del modello occidentale. Grillo avverte che ignorare temi critici, come la gestione dell’immigrazione, rischia di spingere i cittadini impauriti verso modelli autoritari.
Un ampio capitolo è dedicato all’Intelligenza Artificiale (IA)e all’automazione del lavoro. Con robot e algoritmi destinati a sostituire l’uomo in molte attività, Grillo pone un interrogativo cruciale sulla redistribuzione della ricchezza. Il rischio è di avere “pochi proprietari degli algoritmi e milioni di persone con un abbonamento mensile alla sopravvivenza“. La soluzione? Un reddito universale finanziato direttamente da chi trae profitto dall’automazione, per evitare di “privatizzare il futuro e distribuire la disperazione“.
Il tema si estende alla sanità: i dati sanitari e le priorità diagnostiche gestite dall’IA non devono finire in mano a logiche di pura convenienza economica.
Capitalismo della sorveglianza e il futuro della Rete
L’ultima stoccata è riservata alla gestione deidati personali. Viviamo nel “capitalismo della sorveglianza”, dove aziende private ci profilano conoscendoci meglio dei nostri stessi familiari. “Abbiamo costruito un mondo in cui un’azienda conosce ogni nostro spostamento, mentre lo Stato spesso non riesce a dirci quando passerà l’autobus“, ironizza amaramente Grillo.
La chiusura è un ritorno alle origini sullademocrazia diretta. Nonostante la Rete offra oggi gli strumenti per votare e partecipare in pochi secondi, i cittadini continuano a delegare tutto a rappresentanti che rispondono solo alle logiche di partito. La tecnologia, conclude Grillo, deve servire a limitare questo potere, impedendo che il voto elettorale si trasformi in “una cambiale in bianco per cinque anni“.







