Il confronto tanto atteso tra il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis e l’allenatore Antonio Conte dovrà ancora aspettare. Prima di tutto, il Napoli deve conquistare la qualificazione alla prossima Champions League, obiettivo non ancora matematicamente raggiunto. Nelle ultime due giornate di campionato gli azzurri avranno bisogno di almeno tre punti, da ottenere contro il Pisa in trasferta oppure contro l’Udinese allo stadio Maradona.
La stagione ha lasciato grande amarezza alla società. De Laurentiis, infatti, non si aspettava di ritrovarsi a 15 punti dalla vetta dopo gli importanti investimenti effettuati sul mercato. Nell’ultima campagna acquisti il club ha speso circa 230 milioni di euro, aumentando anche il monte ingaggi lordo dagli 83,4 milioni della passata stagione ai 109 milioni attuali, con un incremento del 31%.
Nonostante ciò, i risultati non sono stati all’altezza delle aspettative. Per questo motivo, dalla prossima stagione il Napoli potrebbe avviare una politica di riduzione dei costi e di ringiovanimento della rosa. Il presidente chiederà spiegazioni dettagliate sia sul rendimento generale della squadra sia sulle scelte di mercato, considerate in larga parte deludenti.
Tra i casi più discussi c’è quello di Sam Beukema, acquistato per 31 milioni di euro ma utilizzato poco durante la stagione: soltanto 24 presenze da titolare su 45 gare disponibili e ben 14 partite trascorse interamente in panchina.
Anche gli acquisti di Noa Lang, Lorenzo Lucca e Luca Marianucci, costati complessivamente circa 70 milioni di euro, non hanno dato i risultati sperati: tutti e tre sono stati ceduti in prestito già nel mercato di gennaio.
Situazione simile per Giovane, arrivato a gennaio per 20 milioni. Il giocatore è partito titolare soltanto in tre occasioni: contro il Milan, quando mancava Hojlund, contro il Bologna per l’assenza di De Bruyne e nella sfida di Coppa Italia contro il Como.
L’unico nuovo acquisto realmente centrale nel progetto tecnico è stato Rasmus Højlund, presente in campo per il 91% dei minuti stagionali. Tuttavia, anche il centravanti danese ha vissuto un periodo complicato, spesso lasciato isolato in attacco: nelle ultime sei partite non ha mai tirato in porta e l’ultimo tentativo risale al 14 marzo contro il Lecce.
I numeri confermano le difficoltà della squadra. Negli ultimi 21 anni, soltanto due squadre campioni d’Italia in carica hanno fatto peggio del Napoli di Conte dopo 36 giornate: il Napoli della stagione 2023/24, fermo a 51 punti, e il Milan 2021/22 con 64 punti.
Un altro tema che verrà analizzato riguarda gli infortuni. Durante la stagione il Napoli ha registrato 43 stop fisici, di cui 34 di natura muscolare, dato che ha inevitabilmente inciso sul rendimento della squadra.
A fine stagione, inoltre, potrebbero rientrare circa venti calciatori dai vari prestiti. L’unico trasferimento destinato a diventare definitivo è quello di Alessio Zerbin, legato all’obbligo di riscatto in caso di salvezza della Cremonese.
Dal punto di vista economico, negli ultimi due anni il Napoli ha investito 389,5 milioni di euro sul mercato, cifra che potrebbe salire a 421,5 milioni considerando alcuni riscatti. Le cessioni hanno invece portato nelle casse del club circa 225 milioni, con un saldo negativo di oltre 164 milioni.
Nel frattempo la squadra è tornata ad allenarsi a Castel Volturno. Restano da valutare le condizioni di Kevin De Bruyne, che ha riportato un trauma al volto ma dovrebbe recuperare in tempo. Più complicato, invece, il rientro di David Neres, ancora alle prese con problemi alla caviglia. Romelu Lukaku è invece tornato in Belgio per completare il percorso di riabilitazione, scelta condivisa tra il Napoli e la federazione belga.




