Il Napoli va in Champions, Milan e Roma preparano la festa

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La musica della Champions League inizia a risuonare nelle orecchie di tre quarti delle grandi del nostro campionato, mentre a Torino si sentono solo i rintocchi di un campanile a morto. Il terzultimo turno di Serie A delinea in maniera quasi definitiva la griglia delle squadre che rappresenteranno l’Italia nell’Europa dei grandi il prossimo anno. Il Napoli archivia la pratica con la freddezza delle grandi squadre, il Milan e la Roma si cuciono sulla maglia un match-ball che dovranno solo spingere in rete nel prossimo fine settimana, mentre la Juventus sprofonda in un limbo fatto di calcoli matematici disperati e rimpianti giganteschi. La lotta Champions è quasi decisa, e i verdetti sono specchio fedele di quanto visto negli ultimi nove mesi.

Per il Napoli la trasferta di questo weekend non era una partita come le altre, era il traguardo di una rincorsa logorante. La squadra azzurra ha affrontato l’impegno con la testa della squadra matura: nessuna fretta, gestione totale del possesso palla e zampata letale al momento opportuno. La vittoria conquistata sul campo blinda matematicamente il piazzamento tra le prime quattro (o cinque, a seconda del ranking stagionale), regalando al club di Aurelio De Laurentiis la certezza dei ricchi introiti UEFA e la possibilità di programmare il mercato estivo con largo anticipo.

Il tecnico azzurro si gode il capolavoro: dopo una stagione vissuta sulle montagne russe, la squadra ha trovato la quadratura del cerchio nel momento più caldo dell’anno, infilando una serie di risultati utili consecutivi che hanno letteralmente stroncato la resistenza delle inseguitrici. Il pass è staccato, Napoli può ufficialmente rimettere l’abito da sera per le grandi notti europee.

Se il Napoli festeggia, Milan e Roma hanno già lo spumante in ghiaccio. Entrambe le formazioni escono dal weekend con tre punti pesantissimi che sanno di sentenza. I rossoneri liquidano la pratica avversaria mostrando una solidità difensiva d’altri tempi e una lucidità sottoporta da grande squadra. Ora, il calendario offre al Diavolo la più classica delle occasioni d’oro: un match casalingo davanti al proprio pubblico dove basterà anche un solo punto per far partire la festa.

Discorso quasi identico per la Roma. La cura del tecnico giallorosso ha rigenerato un gruppo che a metà stagione sembrava spento e privo di identità. La vittoria di carattere ottenuta nell’ultimo turno ha confermato la crescita mentale di una squadra trascinata dai suoi leader tecnici e da uno stadio Olimpico sempre sold-out. Ai capitolini manca l’ultimo centimetro, un solo gettone da raccogliere nel prossimo turno per blindare una qualificazione che fino a pochi mesi fa sembrava un miraggio lontano.

Chi invece piange lacrime amarissime è la Juventus. La sconfitta (o il pareggio sterile) di questo turno certifica la crisi totale degli uomini di Massimiliano Allegri (o della guida tecnica bianconera). La squadra appare stanca, svuotata nelle idee e incapace di reagire alle avversità. I troppi punti persi contro le provinciali pesano oggi come macigni e la classifica è impietosa: i bianconeri sono staccati e non sono più padroni del proprio destino.

Per tornare nell’Europa che conta, alla Vecchia Signora non basterà vincere le ultime due partite rimaste in calendario. Servirà una combinazione astronomica di risultati: il Milan o la Roma dovrebbero perdere tutte le sfide rimanenti e la Juve dovrebbe contemporaneamente ribaltare la differenza reti o sperare in un suicidio collettivo mai visto nella storia recente della Serie A. Un miracolo, appunto. La prospettiva di un altro anno in Europa o Conference League, con relativo ridimensionamento economico e sportivo, è ormai uno scenario drammaticamente concreto alla Continassa.

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