L’ingresso delle seconde classificate nei quarti di finale dei playoff di Serie C stravolge gli equilibri della post-season, emettendo verdetti pesantissimi già dopo i primi novanta minuti. Nelle gare d’andata della fase nazionale, il fattore “testa di serie” si fa sentire eccome, ma non per tutti. Se Brescia e Salernitana mettono in mostra i muscoli e ipotecano il passaggio del turno con prestazioni d’autorità, dall’altra parte del tabellone regna l’equilibrio più totale. Nei match di Potenza e Lecco le reti restano inviolate, rimandando ogni discorso qualificazione ai match di ritorno di mercoledì sera, in una domenica segnata purtroppo anche da brutte pagine di cronaca fuori dal campo.
Il debutto più impressionante è senza dubbio quello del Brescia. Le Rondinelle scendono in Puglia sul campo della sorpresa Casarano e spengono subito i sogni di gloria dei padroni di casa con un secco e perentorio 3-0. Il match si sblocca già al 19′ del primo tempo grazie a Balestrero, lesto a risolvere una mischia sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Il Casarano, che finora aveva costruito le sue fortune lontano dalle mura amiche, accusa il colpo e nella ripresa crolla definitivamente in un blackout di due minuti: prima lo sfortunato autogol di Negro al 12′ e poi la splendida girata di Crespi al 14′ fissano il tris definitivo. Per i lombardi il ritorno al Rigamonti sarà poco più di una formalità.
Sorride, e molto, anche la Salernitana. Spinta dal calore dei quasi 22mila spettatori dell’Arechi, la squadra granata regola il Ravenna con un 2-0 all’insegna delle palle preventive. I campani sbloccano la contesa al 22′ con una spizzata aerea di Lescano su azione da corner. Il Ravenna di Andrea Mandorlini – tornato a Salerno quindici anni dopo le storiche e velenose polemiche ai tempi del Verona – prova a reagire, ma capitola nuovamente nel finale di partita. Al 42′ della ripresa ci pensa Anastasio, imbeccato dal solito Achik (ormai un fattore devastante a partita in corso), a firmare il raddoppio di testa. Al ritorno in Romagna, al Ravenna servirà una vittoria con due gol di scarto per ribaltare il verdetto.
Nessuna emozione da tabellino, invece, negli altri due incontri. A Potenza, l’Ascoli manca il colpo del KO e deve mordersi le mani. I marchigiani controllano il gioco ma sbattono contro il muro lucano e, soprattutto, contro i propri errori: l’occasione della vita capita sui piedi di Gori, che si presenta dal dischetto del calcio di rigore ma calcia clamorosamente sul palo esterno a portiere battuto. Finisce 0-0, un risultato che favorisce comunque l’Ascoli in vista del ritorno al Del Duca, dove ai bianconeri basterà un pareggio per passare il turno.
Stesso copione a Lecco, dove i padroni di casa e il Catania si annullano a vicenda. Le occasioni non sono mancate: il Lecco ci ha provato con l’ex Sipos e con Konate, mentre gli etnei hanno risposto con le fiammate di Jimenez e D’Ausilio, senza però trovare la via del gol sotto gli occhi interessati del Presidente del Senato Ignazio La Russa, grande tifoso rossazzurro presente in tribuna.
La pagina più brutta si scrive però nel pre-partita: scontri violenti e del tutto inattesi tra le due tifoserie hanno creato il caos nei pressi dello stadio. Il bilancio finale parla di due feriti registrati al pronto soccorso dell’ospedale Manzoni prima che le forze dell’ordine riuscissero a riportare la calma intorno alle 19. Mercoledì al Massimino si ripartirà dal parità assoluta, in un catino che si preannuncia infuocato.




