La Virtus Bologna vede allontanarsi il sogno dei play-in di Eurolega dopo la sconfitta casalinga contro il Partizan Belgrado. Al PalaDozza, davanti al proprio pubblico, le Vu Nere hanno ceduto per 88-82 ai serbi, dimostrando comunque grande carattere nonostante le assenze e una rotazione ridotta all’osso. La partita, fondamentale per tenere vive le speranze di qualificazione, ha evidenziato le difficoltà della squadra di Sasha Djordjevic, già messa a dura prova dai continui impegni tra Serie A ed Eurolega.
Il match è iniziato in salita per la Virtus. La capolista del campionato italiano ha subito pagato la fatica e la gestione ridotta dei minuti dei propri giocatori chiave. La squadra serba, invece, è partita decisa e ha preso subito un piccolo vantaggio grazie a transizioni veloci e a una difesa attenta sui tiratori bolognesi. La Virtus ha provato a rispondere con la fisicità sotto canestro e alcune iniziative di Riccardo Moraschini e Marco Belinelli, ma la partenza lenta ha costretto i padroni di casa a inseguire per tutto il primo tempo.
Il secondo quarto ha riservato un ulteriore colpo per la Virtus: l’infortunio di Luca Vildoza, costretto a lasciare il campo. L’argentino, uno dei protagonisti della stagione, aveva già messo in difficoltà la difesa del Partizan nelle prime azioni, e la sua assenza si è fatta sentire immediatamente. Senza il playmaker titolare, le Vu Nere hanno perso fluidità in attacco e continuità nelle rotazioni, obbligando il resto del roster a un enorme sforzo per restare in partita.
Nonostante le difficoltà, la Virtus ha dimostrato grande resilienza. Guidata da Simone Fontecchio e dai veterani Belinelli e Mannion, Bologna ha tenuto testa agli avversari fino agli ultimi minuti. La difesa a zona e le soluzioni individuali in contropiede hanno permesso di contenere i serbi, mantenendo il divario sempre entro i sei punti. Il PalaDozza ha sostenuto la squadra con energia, ma la stanchezza si è fatta sentire chiaramente, soprattutto nella gestione dei minuti finali.
Nel terzo quarto, il Partizan ha trovato la forza per allungare grazie a una serie di tiri dall’arco e a una circolazione di palla precisa. La Virtus ha provato a reagire con iniziative individuali e contropiedi veloci, ma le rotazioni ridotte e la fatica accumulata hanno reso difficile chiudere efficacemente le penetrazioni avversarie. L’attacco bolognese ha pagato anche la mancanza di lucidità sotto pressione, concedendo alcuni palloni persi cruciali nei momenti decisivi.
Il quarto finale è stato un continuo braccio di ferro. La Virtus ha lottato fino all’ultimo possesso, riuscendo a rimanere a contatto fino a tre minuti dalla sirena, ma l’energia residua dei giocatori, provati fisicamente e mentalmente, non è stata sufficiente per ribaltare la situazione. Il Partizan, più fresco e organizzato, ha gestito con calma i possessi finali, assicurandosi la vittoria per 88-82 e consolidando la propria posizione in Eurolega.
Con questa sconfitta, la Virtus Bologna vede allontanarsi il treno per i play-in, una fase cruciale per cercare l’accesso ai quarti di finale della competizione europea. La squadra di Djordjevic dovrà ora fare i conti con la necessità di recuperare gli infortunati, gestire la fatica dei giocatori chiave e prepararsi al meglio per gli ultimi incontri della stagione regolare. Nonostante la battuta d’arresto, la prestazione ha mostrato comunque carattere e determinazione, elementi fondamentali se Bologna vorrà ancora sperare in un posto tra le prime otto della Eurolega.
La serata al PalaDozza rimarrà comunque negli occhi dei tifosi per l’intensità della partita e la capacità della squadra di lottare nonostante le difficoltà. Il Partizan esce vincitore, ma la Virtus ha dimostrato di avere ancora le qualità per disputare una grande stagione, se riuscirà a recuperare energie e uomini chiave per affrontare le prossime sfide.







