Il calcio italiano è in lutto per la scomparsa di Beppe Savoldi, storico attaccante degli anni Settanta, morto all’età di 79 anni dopo una lunga malattia. Nato a Gorlago nel 1947, si è spento a Bergamo, lasciando un segno profondo nella storia del calcio nazionale.
Cresciuto calcisticamente nell’Atalanta, Savoldi esordì giovanissimo in Serie A nel 1965, mettendo subito in mostra le sue doti da centravanti completo. Dopo le prime stagioni a Bergamo, si consacrò definitivamente con il Bologna, club con cui visse alcuni degli anni migliori della sua carriera, vincendo due Coppe Italia e diventando uno dei bomber più affidabili del campionato.
Nel 1975 il trasferimento al Napoli segnò una svolta storica: il passaggio avvenne per la cifra record di due miliardi di lire, che gli valse il soprannome di “Mister due Miliardi”, simbolo del primo grande affare milionario del calcio italiano. In maglia azzurra realizzò 77 gol in quattro stagioni, contribuendo alla crescita del club negli anni precedenti all’arrivo di Diego Armando Maradona.
Nel corso della sua carriera in Serie A, Savoldi ha collezionato 405 presenze e 168 reti, numeri che lo collocano tra i migliori marcatori di sempre del campionato italiano. Fu capocannoniere nella stagione 1972-73 e per tre volte miglior realizzatore della Coppa Italia, distinguendosi per continuità e straordinario senso del gol. In Nazionale vestì la maglia azzurra in quattro occasioni, segnando una rete.
Dopo una prima esperienza al Napoli, tornò al Bologna, ma la sua carriera fu segnata anche dalla squalifica legata allo scandalo del Totonero. Rientrò in campo nel 1982 con l’Atalanta, prima di chiudere la carriera da calciatore.
Una volta appese le scarpe al chiodo, intraprese la carriera di allenatore nelle categorie minori, guidando diverse squadre tra Serie C1 e C2 e ottenendo una promozione con il Saronno negli anni Novanta.
Ad annunciare la sua scomparsa è stato il figlio Gianluca, con un messaggio sui social in cui ha ricordato il padre come una figura forte e piena di valori. Savoldi resta nella memoria collettiva come un attaccante completo, dominante nel gioco aereo e capace di lasciare un’impronta indelebile nel calcio italiano.




