I sei libri finalisti del Premio Strega 2026 condividono un forte interesse per la realtà e per figure realmente esistite. Tra filosofi, scrittori, boss mafiosi e veggenti, le opere in gara offrono uno sguardo sui desideri, le paure e le contraddizioni della società contemporanea. L’edizione di quest’anno è particolarmente significativa: celebra infatti gli ottant’anni del premio, che sarà assegnato l’8 luglio in Piazza del Campidoglio.
Vedove di Camusdi Elena Rui (L’Orma) racconta le ore successive alla morte di Albert Camus attraverso gli occhi delle quattro donne che lo hanno amato: la moglie Francine Faure, le attrici Catherine Sellers e Maria Casarès e la pittrice Mette Ivers. Un romanzo sul lutto e sui legami affettivi.
InI convitati di pietra(Einaudi), Michele Mari segue per decenni un gruppo di ex compagni di scuola legati da un patto stipulato alla maturità: versare ogni anno una quota di denaro che sarà divisa tra gli ultimi tre superstiti. Tra reunion annuali e rivalità mai sopite, il romanzo riflette sul tempo e sulla mortalità.
Donnareginadi Teresa Ciabatti (Mondadori) nasce dall’incontro tra una giornalista e un potente boss mafioso. Attraverso le loro conversazioni emerge il ritratto complesso di un uomo capace di suscitare insieme repulsione e compassione, rivelando inattese somiglianze con chi lo osserva.
ConLa sonnambula(Bompiani), Bianca Pitzorno racconta la storia di Ofelia Rossi, una donna dotata di misteriose capacità premonitrici. Ispirato a un fatto di cronaca ottocentesco, il romanzo esplora il confine tra destino, desiderio e libertà personale.
InPlatone. Una storia d’amore(Feltrinelli), Matteo Nucci immagina la vita privata del giovane Platone, tra affetti, amicizie e incontri decisivi come quello con Socrate. Ne emerge il ritratto umano di un pensatore alla continua ricerca della giustizia e della felicità.
Infine,Lo sbilico(Einaudi) di Alcide Pierantozzi è un racconto autobiografico che affronta il tema della fragilità mentale. Attraverso la propria esperienza con diverse diagnosi psichiatriche, l’autore descrive il difficile percorso verso un nuovo equilibrio.
Pur molto diversi tra loro, i sei finalisti condividono una stessa tensione verso il reale: raccontano vite, identità e relazioni per interrogare il presente e comprendere meglio chi siamo.




