Daniela Santanchè si è dimessa dal ruolo di ministra del Turismo, ponendo fine a un lungo braccio di ferro politico con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Le dimissioni sono arrivate nella serata del 25 marzo, dopo giorni di pressioni sempre più forti da parte della premier e della maggioranza.
La decisione è stata formalizzata con una lettera indirizzata a Meloni, dai toni non privi di polemica. “Obbedisco”, ha scritto Santanchè, sottolineando però di non voler essere considerata un capro espiatorio per le difficoltà politiche del momento.
Il passo indietro arriva in un contesto particolarmente delicato per il governo, segnato anche dalla recente sconfitta al referendum e dalle dimissioni di altri esponenti dell’esecutivo.
A pesare sulla posizione dell’ormai ex ministra sono state anche le vicende giudiziarie che la vedono coinvolta, tra cui accuse legate a falso in bilancio e presunte irregolarità nella gestione di società a lei riconducibili. Nonostante ciò, Santanchè ha sempre rivendicato la correttezza del proprio operato e l’assenza di condanne definitive.
Determinante è stato anche il clima politico sempre più teso, con le opposizioni pronte a portare avanti una mozione di sfiducia che avrebbe messo ulteriormente in difficoltà il governo.
Ora si apre il nodo della successione al ministero del Turismo, con diverse ipotesi sul tavolo per la sostituzione, mentre l’uscita di scena di Santanchè segna un nuovo passaggio critico per l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni.




