L’ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad sarebbe ancora vivo, contrariamente a quanto riportato dai media israeliani nei giorni scorsi. Secondo l’emittente Iran International, vicina all’opposizione al regime e con sede a Londra, Ahmadinejad sarebbe stato trasferito in un luogo sicuro a seguito del tentativo di ucciderlo durante la recente campagna di bombardamenti israeliani e statunitensi in Iran.
In precedenza, diversi media avevano riferito che l’ex presidente fosse rimasto ucciso negli attacchi aerei che avevano colpito la sua abitazione in un quartiere residenziale di Teheran.
La famiglia e gli studi
Nato nel 1956 a Aradan, Ahmadinejad è il quartogenito di sette figli e figlio di un fabbro. Studente brillante, nel 1976 si è classificato 132° su 400.000 candidati all’esame di ammissione alla facoltà di Ingegneria civile dell’Università iraniana di Scienza e Tecnologia. Dopo il dottorato in Ingegneria dei trasporti, ha ricoperto incarichi amministrativi come governatore della provincia di Ardabil (1993-1997) e sindaco di Teheran (2003-2005).
Da sindaco a presidente dell’Iran
Il 24 giugno 2005 Ahmadinejad è stato eletto presidente dell’Iran, battendo l’ex presidente Akbar Hashemi Rafsanjani al secondo turno con il 61,69% dei voti. Le elezioni furono segnate da polemiche, accuse di brogli e critiche al Consiglio dei Guardiani, che aveva squalificato quasi mille candidati.
Riconfermato nel 2009, il suo secondo mandato fu caratterizzato dalle proteste popolari note come “Onda Verde”. Nel 2013 viene sostituito da Hassan Rouhani e negli anni successivi ha tentato senza successo di candidarsi di nuovo, respinto dal Consiglio dei Guardiani nel 2017, 2021 e 2024.
Posizioni aggressive e intransigenti
Sul piano internazionale, Ahmadinejad era noto per le sue posizioni “aggressive” e “intransigenti”. Ha difeso strenuamente il programma nucleare iraniano contro quelle che definiva “potenze arroganti” e ha rafforzato i legami con la Russia di Vladimir Putin.
Nonostante la smentita della sua morte, l’ex presidente rimane una figura controversa e ambita nel panorama politico iraniano.




