Prosegue per il terzo giorno consecutivo il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, con attacchi e ritorsioni che stanno destabilizzando ulteriormente il Medio Oriente.
L’esercito israeliano e le forze statunitensi hanno compiuto colpi mirati contro obiettivi militari e strategici iraniani, in un’operazione che le autorità di Tel Aviv e Washington definiscono necessaria per neutralizzare presunte minacce regionali. Secondo fonti internazionali, Israele e gli USA avrebbero colpito oltre 2.000 target all’interno del territorio iraniano, affrontando risposte da parte delle forze della Repubblica Islamica.
In Iran si registrano esplosioni e segnalazioni di attacchi anche nelle aree urbane, mentre le forze di Teheran hanno risposto con missili e droni verso destinazioni israeliane e basi americane nel Golfo. La situazione ha già provocato evacuazioni e ordini di allontanamento nei pressi di obiettivi ritenuti a rischio, inclusa la zona del Sud Libano con presenze di Hezbollah.
Report internazionali parlano di colpi di ritorsione regionali anche su città come Dubai, Doha, Kuwait City e altre aree del Golfo, un segnale della rapida espansione delle tensioni al di là dei confini iraniani e israeliani.
Il conflitto, iniziato con attacchi congiunti e protrattosi nelle ultime 72 ore, sta mettendo alla prova assetti militari e diplomatici nella regione, con impatti che si ripercuotono anche su sicurezza civile e rotte aeree internazionali.




