La strage di Crans-Montana continua a far discutere. Dopo la tragedia avvenuta nel locale Constellation, emergono nuove testimonianze che potrebbero cambiare la ricostruzione dei soccorsi.
Nel verbale reso agli inquirenti, uno dei due addetti alla sicurezza presenti quella notte, Predrag Jankovic, ha ricostruito momenti drammatici vissuti all’esterno del locale durante il caos seguito all’incendio. Secondo la sua testimonianza, dopo essere riuscito a uscire dall’edificio tra il fumo e la folla in fuga, avrebbe chiesto aiuto a un agente di polizia per soccorrere una ragazza priva di sensi e rimasta senza vestiti a causa delle fiamme.
Il buttafuori ha raccontato di aver indicato la giovane all’agente, ma di essersi sentito rispondere che non era lì per quel compito. Un episodio che, se confermato, aprirebbe nuovi interrogativi sulla gestione dei soccorsi nelle fasi immediatamente successive alla tragedia.
Dalla testimonianza emergono anche altri elementi critici riguardo alla sicurezza del locale. Jankovic ha spiegato di non aver ricevuto alcuna formazione specifica per svolgere il ruolo di addetto alla sicurezza e di non aver avuto a disposizione attrezzature adeguate. L’unico strumento in suo possesso sarebbe stato una torcia, senza indicazioni precise sui dispositivi di emergenza o sugli estintori presenti nella struttura.
La tragedia del Constellation resta una delle più gravi avvenute negli ultimi anni in Svizzera. L’incendio divampò mentre centinaia di giovani festeggiavano l’arrivo del nuovo anno nel locale, causando un bilancio pesantissimo di morti e feriti e aprendo un’indagine sulle condizioni di sicurezza e sulla gestione della struttura.
Le indagini proseguono per chiarire eventuali responsabilità e verificare se vi siano state negligenze nella gestione del locale e nei sistemi di sicurezza.




