Un sospetto focolaio di hantavirus scuote il mondo sanitario internazionale e riaccende l’attenzione sui rischi delle malattie infettive in ambienti chiusi. A bordo della nave da crociera Mv Hondius, con 149 persone provenienti da 23 Paesi, si contano già tre vittime e diversi casi sospetti. Una situazione che ha spinto l’Organizzazione mondiale della sanità a valutare misure straordinarie, tra cui l’eventuale evacuazione verso le Isole Canarie.
Le autorità locali di Las Palmas e Tenerife sono già in stato di preallerta: l’ipotesi è quella di utilizzare l’arcipelago come punto di sbarco per consentire controlli sanitari approfonditi e la presa in carico dei passeggeri. Intanto, sulla nave sono state attivate rigide misure di isolamento, nel tentativo di contenere la diffusione del virus.
Secondo quanto ricostruito, il primo caso risalirebbe a un turista olandese deceduto ad aprile, seguito da altri due decessi nelle settimane successive. Almeno altre persone risultano contagiate, mentre membri dell’equipaggio presentano sintomi respiratori.
L’hantavirus, spiegano gli esperti, si trasmette principalmente attraverso il contatto con roditori infetti o con particelle contaminate presenti nell’aria. Sebbene il rischio per la popolazione generale sia considerato basso, il tasso di mortalità nelle forme più gravi può arrivare fino al 40%, rendendo fondamentale un intervento tempestivo.
L’Oms invita alla calma, ma monitora costantemente la situazione: il caso della Mv Hondius dimostra ancora una volta quanto fragile possa essere l’equilibrio sanitario globale.




