Guerra Iran-Israele, Trump minaccia Teheran: “Senza accordo sarà annientata”

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Torna a salire la tensione sul fronte mediorientale. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha lanciato un duro ultimatum all’Iran, dichiarando che Teheran dovrà accettare un accordo sul nucleare oppure “verrà annientata”. Le parole del tycoon, pronunciate durante un’intervista a Fox News, arrivano mentre proseguono gli scontri e i negoziati internazionali per evitare un’ulteriore escalation nella regione.

Secondo Trump, Washington non permetterà mai alla Repubblica islamica di dotarsi di armi nucleari. Il presidente americano ha inoltre sostenuto che la Marina iraniana sarebbe stata “neutralizzata” e che Teheran avrebbe ormai perso gran parte delle proprie capacità difensive e aeree.

Nel frattempo, a Pechino si è svolto un importante vertice tra Trump e il presidente cinese Xi Jinping. Al centro del colloquio, oltre ai rapporti commerciali tra Usa e Cina, anche la crisi in Iran e la sicurezza dello Stretto di Hormuz, considerato strategico per il traffico petrolifero mondiale. La Casa Bianca ha riferito che entrambi i leader condividono la necessità di mantenere aperto il corridoio marittimo e impedire all’Iran di sviluppare armamenti nucleari.

Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha ribadito che l’arsenale missilistico iraniano rappresenterebbe “un passo preliminare verso l’atomica”, mentre il Pentagono continua a monitorare con attenzione la situazione nel Golfo Persico. Un jet F-35 statunitense starebbe pattugliando le acque di Hormuz dopo le recenti tensioni navali nella zona.

Da Teheran, intanto, arrivano segnali contrastanti. Le autorità iraniane accusano gli Stati Uniti di aver violato precedenti intese sul cessate il fuoco e minacciano nuove risposte nel caso di ulteriori attacchi. Nei giorni scorsi, esponenti del Parlamento iraniano avevano anche evocato la possibilità di accelerare l’arricchimento dell’uranio qualora Washington decidesse di riprendere le operazioni militari.

La comunità internazionale continua a chiedere una de-escalation diplomatica, temendo che un allargamento del conflitto possa avere pesanti ripercussioni economiche e strategiche a livello globale, soprattutto sui mercati energetici e sulle rotte commerciali internazionali.

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