Nastri d’Argento, Portobello è la serie dell’Anno: Bellocchio e Gifuni celebrano Napoli e Tortora

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Portobello si conferma uno dei maggiori successi della stagione televisiva italiana. La serie diretta da Marco Bellocchio è stata premiata come Serie dell’Anno ai Nastri d’Argento – Grandi Serie, nel corso della cerimonia che si è svolta al Teatro di San Carlo di Napoli, organizzata in collaborazione con la Film Commission Regione Campania.

Il riconoscimento, assegnato dal Direttivo Nazionale dei Giornalisti Cinematografici Italiani, premia un’opera che ha riportato al centro dell’attenzione pubblica la vicenda di Enzo Tortora, simbolo di uno dei più gravi errori giudiziari della storia italiana.

A ritirare il premio sono stati il regista Marco Bellocchio, il protagonista Fabrizio Gifuni, gli sceneggiatori Stefano Bises, Giordana Mari e Peppe Fiore, insieme ai produttori e a una rappresentanza del cast composta da Romana Maggiora Vergano, Irene Maiorino, Lino Musella, Salvatore D’Onofrio e Gianfranco Gallo.

Nel suo intervento, Bellocchio ha voluto ringraziare Napoli, città che ha ospitato gran parte delle riprese della serie. Il regista ha sottolineato l’accoglienza ricevuta e il contributo determinante degli attori napoletani coinvolti nel progetto, definendo l’esperienza sul set particolarmente significativa sia dal punto di vista professionale che umano.

«Abbiamo girato benissimo qui e lavorato con una straordinaria compagnia di attori napoletani», ha dichiarato il regista, ricordando anche il forte legame creatosi con la città durante la lavorazione della serie.

Bellocchio ha inoltre evidenziato il carattere collettivo del premio, dedicandolo a tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione di Portobello.

Molto applaudito anche l’intervento di Fabrizio Gifuni, che nella serie interpreta Enzo Tortora. L’attore ha sottolineato l’importanza di aver riportato all’attenzione del pubblico una vicenda che, a suo giudizio, era stata progressivamente rimossa dalla memoria collettiva del Paese.

«La storia di Enzo Tortora rappresenta una delle pagine più dolorose della nostra storia civile. Il cinema e le serie televisive possono contribuire a preservare la memoria di fatti che non devono essere dimenticati», ha affermato.

Gifuni ha raccontato anche il complesso lavoro di preparazione per interpretare il celebre conduttore televisivo, definendolo il personaggio più difficile affrontato nella sua carriera, ma anche uno dei più stimolanti.

Per l’attore, ricevere il premio a Napoli assume un valore particolare. Tortora, infatti, aveva origini napoletane da parte di padre e mantenne sempre un forte legame con la città.

Tra i momenti più intensi delle riprese, Gifuni ha ricordato il periodo trascorso nell’aula bunker del carcere di Poggioreale, dove sono state girate alcune delle scene più importanti della serie. Un luogo che, ha spiegato, ha contribuito a rendere ancora più forte il peso emotivo del racconto.

Infine, l’attore ha evidenziato una delle caratteristiche che più lo hanno colpito della personalità di Tortora: la sua autenticità. «Non cercava di piacere a tutti o di costruire un personaggio. Era semplicemente sé stesso. Ed è anche questa sincerità che continua a renderlo una figura così attuale».

Con il riconoscimento ai Nastri d’Argento, Portobello conferma il suo successo e la capacità di riportare al centro del dibattito pubblico una storia che continua a interrogare la coscienza civile del Paese.

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