A Palma Campania Michela Buonagura racconta l’amore in lettere

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‘’Se te lo potessi dire’’ è una raccolta curata dalla scrittrice di Palma Campania, Michela Buonagura per ‘’Opera Indomita’’ dimostrando l’efficacia della carta, delle parole che trovano non solo nell’amore, ma in una costellazione di legami, figli, genitori, amici, tante memorie svariate da scrivere, scritti che diventano un atto di coraggio che chiede responsabilità. Michela Buonagura nella prefazione scrive:

‘’Questo libro nasce da una domanda semplice, ma tutt’altro che scontata: si scrivono ancora lettere d’amore?

Viviamo immersi in una comunicazione veloce e continua, tradotta in like, emoji, GIF e messaggi vocali. Gli sms prima, poi le chat, i social e le app di messaggistica hanno reso la comunicazione informale più pratica e immediata nella gestione della quotidianità. Videochiamate, foto e messaggi vocali possono certamente aggiungere un elemento di intimità che le parole scritte non possono sempre catturare, permettendo alle persone di sentirsi più vicine anche a distanza. Tuttavia, questi strumenti mostrano tutti i loro limiti quando si utilizzano come luogo di comunicazione emotiva profonda e riflessiva. Lo stesso accade con le e-mail, moderne sostitute della lettera cartacea.

Come osservano numerosi studiosi di comunicazione, la tecnologia rende sì facile esprimere affetto, ma rischia di impoverire l’attenzione al linguaggio, rendendo lo scambio talvolta frettoloso e impersonale.

Rispetto alle alternative digitali, scrivere lettere a mano, anche se oggi può sembrare antiquato, implica, invece, un rallentamento che dà forma al sentire. Si pensa, si sceglie cosa dire, per esprimere al meglio i sentimenti.

Per millenni, le lettere sono state il lubrificante silenzioso delle relazioni: non trasmettevano solo informazioni, ma aiutavano a ordinare i pensieri, a dare forma alle emozioni, a lasciare tracce. Calligrafia, carta, inchiostro: ogni dettaglio parlava dell’altro.

Quando pensiamo alla lettera affidata alla carta e infilata nella bellissima cassetta rossa, proviamo ancora tanta emozione. Quella lettera non prometteva immediatezza: includeva attesa, metteva in moto tutto un romanticismo legato al fruscio della busta, alle mani impazienti che l’aprivano, a tutta la gestualità che accompagnava il riceverla. Poteva essere letta più volte, fino a diventare memoria e spesso si conservava come una reliquia in un cofanetto pregiato.  Prima delle e-mail, la lettera era l’unico ponte tra persone lontane, fragile e preziosa proprio perché affidata al tempo e alla speranza. Forse proprio in quell’attesa, oggi quasi dimenticata, si nascondeva una forma più profonda di presenza e di ascolto dell’altro.

Roland Barthes, in un’intervista a seguito della pubblicazione di Frammenti di un discorso amoroso, dichiarava che l’amore era considerato, soprattutto negli ambienti intellettuali, un sentimento fuori moda.

Eppure, quante lettere d’amore hanno scritto letterati e artisti, persone semplici di ogni età e di ogni epoca.

Le lettere d’amore attraversano la storia umana da millenni: hanno raccontato attese, promesse, separazioni e riconciliazioni; hanno aiutato a comprendere se stessi e a lasciare tracce della propria interiorità.

Uno dei primi esempi noti risale a circa cinquemila anni fa, quando la principessa Rukmini dichiarava il suo amore per Krishna. Nel corso dei secoli, altre lettere hanno conquistato fama e memoria per la profondità dei sentimenti: da Sibilla Aleramo a Dino Campana, da Beethoven alla sua “Immortale Amata”, da Napoleone Bonaparte a Giuseppina, da Oscar Wilde a Lord Alfred Douglas, da Frida Kahlo a Diego Rivera, fino a James Joyce a Nora Barnacle, John Keats a Fanny Brawne e Hemingway a Mary Welsh. Dalle lettere intime della Seconda guerra mondiale fino alle corrispondenze quotidiane, la scrittura epistolare ha sempre testimoniato la capacità di dare voce ai sentimenti più profondi.

Nell’era digitale l’amore si affida ai messaggi veloci e frenetici delle chat, alle videochiamate, e scrivere una lettera d’amore può sembrare un gesto fuori tempo. Eppure, proprio questa inattualità ne sottolinea il valore. In questo mondo frammentato, la lettera è una forma di resistenza gentile, un invito a fermarsi, a sentire, a dire davvero, perché l’amore ha bisogno di tempo e di parole che non abbiano fretta. Ha cambiato forma, ma resta uno spazio di verità, cura e connessione quando le distanze aumentano o la voce si inceppa nell’emozione, perché, come ricorda Cicerone, “la lettera non arrossisce”: dice ciò che la voce non riesce a pronunciare.

È ciò che abbiamo fatto scrivendo le lettere raccolte in questo libro. Abbiamo affidato alla carta le nostre emozioni più profonde, ciascuno con il proprio sentire.

L’originalità è che le lettere d’amore che abitano questo libro non cercano un solo destinatario. Non si rivolgono soltanto al fidanzato o al marito, alla figura canonica dell’amore romantico. Qui l’amore si espande, cambia direzione, trova altre voci. Si scrive ai figli, come si semina nel futuro; ai genitori e ai nonni, custodi di ciò che siamo stati prima ancora di saperlo; a chi ci ha preceduti e continua a vivere nelle nostre parole. Si scrive anche agli animali, presenze silenziose e fedeli, capaci di un ascolto assoluto, di un amore che non chiede spiegazioni, perché l’amore non è un solo sentimento, ma cura, memoria, gratitudine, appartenenza. A volte consola, altre interroga o trattiene, ma cerca sempre un luogo in cui posarsi.

Scriverle è stato un atto di riconoscimento: dire “ti vedo”, “ti porto con me”, “sei parte della mia storia”, “sei ancora qui con me”. Non importa se l’altro o l’altra leggerà o risponderà: questi scritti resteranno, come restano le parole che nascono quando l’amore trova il tempo di farsi scrittura. Michela Buonagura è nata e vive a Palma Campania (NA). Laureata in Lettere moderne, docente, è da sempre impegnata nella difesa dei diritti umani, particolarmente attiva nel promuovere e supportare eventi culturali. Ha pubblicato la plaquette Occasioni (2013), la silloge poetica Viaggiamo fuori rotta (2017) la raccolta di monologhi contro la violenza sulle donne Conto i passi. Storie di disamore (2019). Oggi è alle prese con la diffusione del libro: ‘’Se te lo potessi dire’’ una raccolta di lettere d’amore.

 

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