Le ricerche di Elena Rebeca Burcioiu, una 21enne di origine rumena scomparsa nei dintorni di Foggia, proseguono senza sosta ormai da oltre una settimana. La giovane non è stata vista dall’02 marzo 2026, quando si allontanò nei pressi della Statale 16 tra Foggia e San Severo e da allora non ha più dato segni di vita.
Secondo le informazioni raccolte dalle forze dell’ordine e dalle testimonianze rese all’avvio delle indagini, l’ultima volta che Elena è stata vista era con un’amica, con cui condivideva l’appartamento e il lavoro nelle campagne della zona. Dopo che la giovane non si è presentata a un appuntamento concordato e numerosi tentativi di contatto telefonico sono rimasti vani, l’amica ha sporto denuncia presso la Questura di Foggia.
Le forze dell’ordine, coordinate dalla Prefettura di Foggia, hanno attivato un piano di ricerca articolato che coinvolge Polizia, Carabinieri, Vigili del Fuoco con unità cinofile e volontari della Protezione Civile. Fra gli oggetti della giovane ritrovati sul posto figurano il suo telefonino e un giubbotto di pelliccia bianca, rinvenuti ai bordi della Statale 16 in località Borgo La Rocca, punto in cui la ragazza sarebbe stata vista per l’ultima volta.
Il telefono è ora al vaglio degli investigatori e dei periti, che stanno analizzando i tabulati e eventuali tracce utili per ricostruire gli spostamenti di Elena nelle ore immediatamente precedenti alla scomparsa.
Le operazioni di ricerca si sono progressivamente estese oltre la arteria stradale: squadre stanno battendo palmo a palmo le campagne circostanti, canali, vasche utilizzate per l’irrigazione, pozzi e casolari abbandonati nella vasta area fra Foggia e San Severo. I cani molecolari e i droni sono impiegati per coprire zone difficili da raggiungere a piedi e per individuare eventuali segnali o tracce che possano portare a nuovi elementi.
La ricerca nei pozzi e nei canali si è resa necessaria perché l’area è caratterizzata da numerosi invasi e fossi, tipici della campagna pugliese, che possono rappresentare zone inaccessibili e potenzialmente pericolose che altrimenti sfuggono al controllo visivo.
La storia di Elena è avvolta da diversi interrogativi. La giovane, arrivata in Italia circa tre mesi prima della scomparsa, si era trasferita nel Foggiano insieme a un’amica. Secondo alcune ricostruzioni giornalistiche, inizialmente le due donne avevano lavorato come braccianti agricole, ma nelle settimane precedenti alla scomparsa avrebbero anche iniziato a svolgere altre attività nell’area lungo la statale.
Nella denuncia dell’amica sono emersi anche riferimenti a una figura di un uomo straniero che, nei giorni antecedenti alla scomparsa, avrebbe importunato e minacciato le due donne, pretendendo denaro o esercitando pressioni, secondo quanto riportato da alcuni articoli di cronaca locale. Gli investigatori starebbero valutando questi elementi e concentrando accertamenti su alcune persone incontrate da Elena poco prima della sua sparizione.
Resta ancora da chiarire cosa sia accaduto nelle ore successive all’ultimo contatto telefonico tra Elena e la sua amica, avvenuto intorno alle 12:37 del 2 marzo, quando la comunicazione si interruppe improvvisamente lasciando nel vuoto ogni risposta.
La scomparsa di Elena ha suscitato profonda preoccupazione nella comunità locale e nei familiari, che si affidano alle autorità sperando in un esito favorevole. La sua foto è stata diffusa dalle autorità per facilitare eventuali segnalazioni da parte di cittadini che potrebbero avere informazioni utili. Chiunque avesse notizie sulla giovane è invitato a contattare il numero unico di emergenza 112.
Con il passare dei giorni senza risultati significativi, cresce l’angoscia ma anche la determinazione delle autorità e dei volontari impegnati nel massimo sforzo possibile per ritrovare Elena, viva o per ricostruire quanto accaduto. Le indagini non sono state chiuse e ogni pista, inclusi gli aspetti legati alla possibile presenza di persone sospette nei giorni precedenti, continua a essere attentamente valutata.







