Putin mostra i muscoli: Kiev sotto attacco, un morto e 13 feriti a Sumy

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La guerra in Ucraina entra nel suo 1.342° giorno con due immagini che fotografano perfettamente la distanza tra diplomazia e realtà: da un lato, Vladimir Putin che annuncia con orgoglio il test di un nuovo missile a capacità nucleare “senza eguali”; dall’altro, le sirene d’allarme e le ambulanze in corsa nell’oblast di Sumy, dove un drone russo ha colpito un minibus civile, provocando un morto e 13 feriti, tra cui un bambino di 8 anni e una ragazza di 15.

L’attacco, riferiscono i media ucraini, è avvenuto lungo l’autostrada Sumy-Bilopylya, nel nord-est del Paese, a pochi chilometri dal confine con la Russia. Secondo le prime ricostruzioni, il drone avrebbe colpito in pieno il veicolo mentre trasportava civili diretti verso il centro abitato. Le autorità locali denunciano l’ennesimo atto di terrore contro la popolazione non militare, sottolineando come i bombardamenti nelle regioni di confine si siano intensificati nelle ultime settimane.

Putin: “Un missile che non ha eguali al mondo”

Sul fronte russo, il Cremlino celebra invece un nuovo passo nella sua corsa tecnologico-militare. Durante un incontro con i vertici del Ministero della Difesa, Putin ha annunciato il test di un missile a propulsione nucleare, definendolo un’arma “senza precedenti per potenza e precisione”. Il presidente russo ha ribadito che “la Russia continuerà a sviluppare sistemi in grado di garantire la sicurezza nazionale contro qualsiasi minaccia esterna”, un messaggio diretto tanto agli Stati Uniti quanto alla NATO.

Anche se i dettagli tecnici del test non sono stati divulgati, gli analisti militari ritengono che possa trattarsi di un’evoluzione del missile Burevestnik, noto in Occidente con il nome in codice “Skyfall”, capace teoricamente di percorrere distanze illimitate grazie alla propulsione nucleare.

Il messaggio di Putin arriva in un momento delicatissimo: con il conflitto che si trascina da quasi quattro anni, Mosca vuole dimostrare forza e autonomia strategica, mentre Kiev continua a invocare aiuti militari sempre più scarsi da parte dell’Occidente.

Mattarella: “Serve una scintilla di speranza anche in Ucraina”

Dall’Italia, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha voluto richiamare l’attenzione sulla necessità di riaccendere il dialogo. “La scintilla di speranza che si è accesa in Terra Santa — ha detto — dovrebbe estendersi anche all’Ucraina, dove purtroppo le iniziative negoziali stentano a concretizzarsi”.

Un appello alla diplomazia, in un contesto in cui la parola “pace” sembra sempre più lontana. Le trattative tra Mosca e Kiev restano infatti congelate, con nessun progresso visibile sul piano politico o militare.

Trump e il Cremlino: segnali e tensioni

Dall’altra parte dell’Atlantico, Donald Trump — tornato protagonista della scena internazionale in vista delle presidenziali americane — ha dichiarato di non voler “perdere tempo con Putin senza un accordo reale sul tavolo”. Parole che hanno subito suscitato la reazione di Dmitri Peskov, portavoce del Cremlino, secondo cui “il presidente degli Stati Uniti ha finalmente compreso che non ci sono motivi per aspettarsi progressi a breve termine”.

Peskov ha inoltre avvertito che la Russia intraprenderà azioni legali internazionali contro qualsiasi tentativo di confiscare i beni russi congelati all’estero, una minaccia rivolta in particolare ai Paesi europei che stanno valutando di utilizzare tali fondi per sostenere la ricostruzione ucraina.

Pace lontana e armi sempre più potenti

Le dichiarazioni di Mosca arrivano in un momento di forte tensione geopolitica, in cui il rischio di una nuova escalation nucleare torna a preoccupare le cancellerie occidentali. Gli esperti ricordano che ogni test di armi strategiche da parte della Russia rappresenta un messaggio politico più che militare, volto a riaffermare il ruolo di Mosca come superpotenza globale.

Intanto, in Ucraina, la popolazione continua a pagare il prezzo più alto. Le vittime civili si moltiplicano, e la speranza di un cessate il fuoco appare ogni giorno più remota.

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