Nuovo attacco russo su Kiev: Zelensky accusa Putin e invoca pace

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La guerra in Ucraina entra nel suo 1.325° giorno e la tensione resta altissima. Nella notte, la capitale Kiev è stata nuovamente bersaglio di un massiccio attacco missilistico russo, che ha scosso la città e costretto migliaia di cittadini a rifugiarsi nei bunker e nelle stazioni della metropolitana. Le sirene d’allarme hanno risuonato per ore, mentre le difese aeree ucraine intercettavano numerosi missili e droni diretti verso obiettivi strategici.

Il presidente Volodymyr Zelensky, in un messaggio pubblicato su Telegram, ha condannato con forza l’aggressione e ha ribadito la determinazione del suo Paese a rispondere con attacchi mirati e difensivi. “È assolutamente giusto che l’Ucraina reagisca in modo preciso e consapevole — ha dichiarato — perché, a differenza della Russia, noi sappiamo cosa vogliamo ottenere: la pace. Non stiamo combattendo per distruggere, ma per difendere la nostra libertà.”

Il presidente ucraino ha poi lanciato un duro affondo nei confronti di Vladimir Putin, accusandolo di incapacità diplomatica: “Perfino Hamas dimostra maggiore acume nel negoziare rispetto a Putin. Lui non cerca la pace, cerca solo di perpetuare il conflitto.” Parole forti, che riflettono il crescente disincanto di Kiev verso qualsiasi possibilità di dialogo con Mosca.

Nel frattempo, anche sul fronte internazionale si registrano nuove prese di posizione. Dallo Studio Ovale, il presidente Donald Trump, affiancato dal leader finlandese Alexander Stubb, ha assicurato che non ci sarà alcun ritiro delle forze statunitensi dall’Europa, smentendo le voci di un possibile disimpegno americano. “Potremmo spostare alcune truppe — ha detto Trump — ma non lasceremo l’Europa senza difesa. Anzi, stiamo valutando nuove sanzioni per colpire ulteriormente la Russia.”

Le parole di Trump mirano a rassicurare i partner della NATO, che temono un indebolimento del fronte occidentale proprio mentre la guerra in Ucraina sembra avviarsi verso una nuova fase di escalation.

Secondo l’intelligence ucraina, le sanzioni internazionali stanno già producendo effetti devastanti sull’economia russa. In particolare, le compagnie aeree di Mosca rischiano il collasso entro il 2030, con la possibile perdita di centinaia di velivoli a causa della mancanza di pezzi di ricambio e manutenzione tecnica.

Mentre la diplomazia internazionale cerca nuovi spazi per una possibile tregua, la realtà sul campo resta drammatica. Nelle ultime 24 ore, le autorità ucraine hanno segnalato numerosi civili feriti e danni ingenti alle infrastrutture energetiche. Le interruzioni di corrente colpiscono ancora vaste aree del Paese, mentre l’inverno si avvicina e la popolazione teme una nuova emergenza umanitaria.

Zelensky, tuttavia, continua a mostrarsi determinato: “Non cederemo, non arretreremo. L’Ucraina vuole solo una cosa: vivere libera e in pace, senza aggressori.”

Un messaggio che risuona potente in un’Europa ancora segnata da un conflitto che sembra lontano dalla conclusione, ma in cui la speranza di pace — seppur fragile — continua a sopravvivere.

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