Arriva la sentenza per il maxi incendio della Torre dei Moro di Milano: il tribunale ha emesso nove condanne con pene fino a tre anni di reclusione per il rogo che il 29 agosto 2021 distrusse il grattacielo di via Antonini.
L’incendio, che trasformò l’edificio in una vera e propria “torcia”, non provocò vittime ma causò ingenti danni e costrinse decine di famiglie a lasciare le proprie abitazioni. Secondo le ricostruzioni emerse nel corso delle indagini, le fiamme si propagarono rapidamente anche a causa dei materiali utilizzati per il rivestimento esterno, ritenuti altamente infiammabili.
Il processo ha riguardato diverse figure coinvolte nella progettazione, costruzione e gestione dell’edificio, chiamate a rispondere di disastro colposo. In precedenza la Procura aveva evidenziato gravi criticità legate alla sicurezza e all’utilizzo dei pannelli della facciata, considerati determinanti nella diffusione dell’incendio.
Il rogo, partito da un balcone, si diffuse in pochi minuti lungo le facciate del palazzo, coinvolgendo gran parte degli appartamenti e rendendo inagibile l’intera struttura.
Con la sentenza si chiude uno dei casi più gravi degli ultimi anni in tema di sicurezza edilizia in Italia. Resta però alta l’attenzione sul tema dei materiali utilizzati nelle costruzioni e sulla prevenzione degli incendi, per evitare che tragedie simili possano ripetersi in futuro.




