Si chiude con una pesante condanna uno dei casi più discussi degli ultimi anni a Hollywood: Jasveen Sangha, soprannominata la “Ketamine Queen”, è stata condannata a 15 anni di carcere per il suo ruolo nella morte dell’attore Matthew Perry, indimenticabile volto di Chandler Bing nella serie Friends.
La donna, 42 anni, ha ammesso di aver fornito la ketamina che nel 2023 causò l’overdose fatale dell’attore, morto a 54 anni nella sua abitazione.
Secondo quanto emerso dalle indagini, Sangha gestiva un vero e proprio traffico di droga da una base operativa a North Hollywood, rifornendo clienti anche facoltosi. Tra questi, proprio Perry, che ricevette decine di fiale attraverso intermediari, tra cui il suo assistente personale.
L’inchiesta ha rivelato un sistema articolato: la sostanza veniva venduta da Sangha a un intermediario, che poi la consegnava all’entourage dell’attore. Sarebbe stato proprio l’assistente a somministrargli più dosi poco prima della morte.
In tribunale, la donna si è dichiarata colpevole di diversi capi d’accusa, tra cui distribuzione di droga con conseguente morte. I giudici hanno sottolineato la gravità delle sue azioni, evidenziando come l’attività illegale sia proseguita anche dopo altri episodi simili legati alla stessa sostanza.
La sentenza rappresenta la più severa tra quelle inflitte alle persone coinvolte nel caso: altre figure, tra cui medici e collaboratori, hanno ricevuto pene più leggere o sono ancora in attesa di giudizio.
Matthew Perry, che negli anni aveva raccontato apertamente la sua lotta contro le dipendenze, stava seguendo terapie a base di ketamina sotto controllo medico, ma si sarebbe rivolto al mercato illegale dopo il rifiuto dei medici di aumentare le dosi.
La decisione del tribunale segna un punto fermo nella vicenda, ma riaccende anche il dibattito sul ruolo delle dipendenze nel mondo dello spettacolo e sulle responsabilità di chi sfrutta la fragilità delle persone per profitto.




