Un messaggio toccante e doloroso arriva dai social di una madre che ha perso il figlio a soli 15 anni. Paolo Mendico, adolescente di Santi Cosma e Damiano, in provincia di Latina, si è tolto la vita dopo anni segnati da episodi di bullismo. Sua madre, con grande coraggio, ha scelto di condividere un ricordo struggente ma anche un appello alla società: non sottovalutare mai il peso delle parole.
“Le parole possono essere carezze, ma anche pugni. E Paolo ne ha ricevuti troppi”, scrive la donna. Guardando i video del figlio, racconta di sentire il cuore spezzarsi, chiedendosi quali pensieri lo abbiano accompagnato nell’ultimo momento. Quella memoria diventa per lei non solo un ricordo privato, ma un invito collettivo: imparare ad ascoltare, ad accorgersi dei segnali, a fermarsi per proteggere chi soffre in silenzio.
Paolo, descritto come un ragazzo dolce, sensibile e amato, nascondeva dentro di sé un dolore difficile da decifrare. Un peso fatto non solo di offese dirette, ma anche di battute, sguardi, silenzi carichi di giudizio. “Non mi capacito – confessa la madre – di come un ragazzo così pieno di luce si sia sentito così buio da dire basta”.
Le sue parole sottolineano quanto spesso la fragilità interiore non emerga subito agli occhi di chi circonda un adolescente. Per questo il ricordo condiviso diventa un monito: “Le parole fanno più male delle mani. Non tutti hanno la stessa forza, non tutti reagiscono allo stesso modo. Io stessa ho imparato a modulare il tono, a scegliere con attenzione cosa dire, perché una parola detta male può lasciare cicatrici indelebili”.
Il post si conclude con un saluto che è insieme un addio e una promessa: “Ciao amore. Il tuo sorriso rimane con noi. Per sempre”. Una frase che racchiude l’amore eterno di una madre e che richiama tutti alla responsabilità di costruire una società più attenta, capace di prevenire tragedie come questa.




