La guerra in Ucraina giunge al giorno 1.358, con un aumento della pressione russa sul fronte orientale e una situazione sempre più difficile per le forze di Kiev. Secondo le ultime informazioni, le truppe di Putin hanno approfittato della fitta nebbia a Pokrovsk, nella regione del Donetsk, per penetrare nella città, già assediata da giorni. L’esercito ucraino segnala che oltre 300 soldati russi si trovano attualmente a Pokrovsk.
Contestualmente, Kiev ha annunciato il ritiro da cinque insediamenti nella regione di Zaporizhzhia, a causa dell’intensificarsi degli assalti nemici. La situazione rimane tesa su più fronti: Mosca ha anche rivendicato il controllo di tutta la parte orientale di Kupyansk, nell’oblast di Kharkiv.
Non solo assalti terrestri: secondo fonti russe, è stata attaccata una base aerea che ospita F-16, descritta da Mosca come una “rappresaglia alla provocazione” orchestrata dagli ucraini per impossessarsi di un Mig russo e dirottarlo verso una base della NATO. Le autorità ucraine confermano la difficoltà della situazione ma invitano alla calma, sottolineando la necessità di resistere e riorganizzarsi.
La pressione sul governo di Kiev non riguarda solo il fronte militare. Nei giorni scorsi è scoppiato uno scandalo di corruzione che ha portato alla sospensione del ministro della Giustizia Galushenko. La decisione, annunciata ufficialmente dal governo, mira a garantire trasparenza e a preservare la credibilità delle istituzioni in un momento di grave emergenza nazionale.
L’avanzata russa a Pokrovsk e le altre azioni nelle regioni di Donetsk, Zaporizhzhia e Kharkiv riflettono una strategia russa basata sulla pressione simultanea in più punti del fronte orientale. La scelta di sfruttare condizioni atmosferiche favorevoli, come la nebbia fitta, dimostra una pianificazione tattica mirata per ottenere vantaggi locali.
Dall’altra parte, le forze ucraine continuano a gestire ritirate strategiche e a proteggere le principali città, cercando di rallentare l’avanzata nemica. La combinazione di fattori militari e interni rende il quadro complesso: mentre l’esercito cerca di contenere le offensive, il governo deve gestire crisi politiche e scandali che possono indebolire ulteriormente la coesione nazionale.
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Pokrovsk: oltre 300 soldati russi penetrati in città.
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Zaporizhzhia: cinque insediamenti evacuati dalle forze ucraine.
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Kupyansk (Kharkiv): parte orientale della città sotto controllo russo.
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Base aerea con F-16: oggetto di attacco russo come rappresaglia.
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Kiev: sospensione del ministro della Giustizia Galushenko per scandalo corruzione.
Il conflitto rimane altamente instabile, con combattimenti intensi e continui tentativi di guadagno territoriale da entrambe le parti. La comunità internazionale osserva con preoccupazione l’evoluzione della situazione, temendo una ulteriore escalation e nuove ripercussioni sulla stabilità regionale.




