Filippine devastate dal tifone Kalmaegi: almeno 140 morti e oltre 120 dispersi

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Tragedia nelleFilippine, dove il passaggio deltifone Kalmaegiha causato una catastrofe di proporzioni enormi. Il bilancio delle vittime è salito adalmeno 140 morti, mentre si contano127 persone disperse. Intere comunità sono state travolte dainondazioni e frane, con laprovincia di Cebutra le più colpite da quello che viene definito uno dei peggiori disastri naturali degli ultimi decenni.

Le autorità locali e le squadre di soccorso continuano a lavorare senza sosta per raggiungere i villaggi più isolati, molti dei quali ancorairraggiungibili a causa delle strade distrutte e dei ponti crollati. Gli abitanti, rimasti senza elettricità e acqua potabile, stanno scavando tra le macerie di case e negozi con mezzi di fortuna nella speranza di trovare superstiti.

Secondo ilCentro filippino per la gestione dei disastri naturali, lepiogge torrenzialiassociate al tifone hanno raggiunto i183 millimetri in sole 24 ore, superando l’intera media mensile delle precipitazioni nella zona. Fiumi e torrenti sono esondati, trasformando strade e campi in fiumi di fango e detriti.

Oltre400mila persone sono state evacuatepreventivamente dalle aree più a rischio e ospitate in scuole, palestre e centri di accoglienza improvvisati. Tuttavia, molte famiglie hanno perso tutto: case, raccolti e mezzi di sostentamento. Gli aiuti umanitari, provenienti anche da organizzazioni internazionali, stanno arrivando lentamente a causa delle difficoltà logistiche e delle condizioni meteorologiche ancora instabili.

Il governo filippino ha dichiarato lostato di calamità nazionale, mobilitando esercito e forze di emergenza per accelerare le operazioni di soccorso. Le autorità locali stanno anche cercando di ripristinare lecomunicazioni e le forniture elettriche, interrotte in gran parte della regione.

Il presidente delle Filippine ha espresso il proprio cordoglio alle famiglie delle vittime, assicurando che “nessuno sarà lasciato solo” e che il Paese “si rialzerà con la forza e la solidarietà del suo popolo”. Intanto, i meteorologi avvertono che il rischio dinuove frane e smottamentiresta elevato a causa del terreno ormai saturo d’acqua.

La comunità internazionale ha iniziato a offrire supporto:ONU, Croce Rossa e diverse ONGhanno inviato aiuti alimentari, medicinali e squadre di soccorso specializzate. Tuttavia, la situazione resta estremamente critica, con migliaia di sfollati che necessitano di cibo, acqua e riparo.

Gli esperti ricordano che le Filippine si trovano in una delle zone più esposte ai tifoni del mondo: ogni anno l’arcipelago viene colpito da una ventina di cicloni tropicali, ma la violenza del tifone Kalmaegi ha superato ogni previsione. Il cambiamento climatico, secondo molti meteorologi, potrebbe aver contribuito a intensificare le precipitazioni e la potenza dei venti, che hanno superato i180 chilometri orari.

La tragedia di Cebu diventa così un nuovo simbolo della vulnerabilità delle comunità costiere del Sud-Est asiatico, sempre più minacciate dagli eventi climatici estremi. Mentre le famiglie piangono i propri cari, il Paese intero si mobilita per affrontare la difficile fase della ricostruzione e della speranza.

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